Storie di temporanea emigrazione

   Con un piede da una sponda e uno dall'altra dell'Atlantico

 











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venerdì, 04 gennaio 2008
 

Mastica più in fretta, Sam!

L'America è un paese pieno di bizzarrie, agli occhi di un italiano. Fra queste, il concetto della mancia nei ristoranti: insomma, possibile che uno debba prevedere mediamente un 18% extra conto perché in pratica i camerieri non sono pagati? E che a loro STIA BENE? OK, sono sempre stato un meritocratico eccetera, ma qui mi pare che si esageri.

Di sicuro il fatto implica che il cameriere è di solito di una gentilezza quasi imbarazzante, con una chiostra di denti esibita fin dal "Hi, my name is Melissa and I'll be your server tonight" a "Here's your card and your receipt, THANK YOU SO MUCH" (fatto questo, sparisce e non saluta quando esci, il che secondo me è indice di un sacco di cose, ma comunque).

La gentilezza prevede che ti tengano sempre pieno il bicchiere d'acqua, che ti concedano graziosamente qualche altro minuto se non sei pronto a ordinare appena ti sei seduto, che spesso ti portino il piatto senza neanche dover chiedere chi dei commensali abbia ordinato cosa eccetera.

La gentilezza prevede anche il teatrino che segue. Scena, il tuo tavolo. Tu e tutti i tuoi commensali. Quello che avete ordinato vi è arrivato da un paio di minuti, avete fatto le vostre chiacchiere da accoglienza piatto, avete iniziato i primi approcci e siete partiti col primo boccone VERO. Le vostre forchette sono cariche di mezzo metro cubo di roba varia. Puntano alle vostre bocche, vi depositano il cibo e ne vengono ritratte. La vostra masticazione si avvia.
Ed ora.
Implacabile.
Inesorabile.
Irrefrenabile.
Arriva lui.
Il vostro server.
Con la stramaledetta domanda: "How is everything?" (a questo punto assumerà una posa di riposo: busto flesso verso di voi, ginocchia leggermente piegate, mani sulle cosce, sorriso alla "meno male che mamma ti ha fatto le recchie, se no ti si apriva la testa in due").
Vostre possibili risposte:
- "Mewwy googh, hank you!" (con sputazzi di breccole di cibo parzialmente masticato).
- (annuendo vigorosamente) "Mmmmmh, mmmh mmmh!"
- (iniziando con il gesto universale dell'"aspetta un attimo" e proseguendo con un roteare di forchetta che vuole significare "arrivo, eh? Un momentino ancora...") "Munch! Munch! Gnam! Gnam! Munch! Gulllp!!! Fantastic, thank you."

Si badi bene: il disgraziato non capita in un momento qualsiasi, ma si assicura con scrupolo che siate irrevocabilmente in piena masticazione. Un cameriere particolarmente venale o insicuro si presenterà con questa domanda anche sei volte in un pasto. Non ho provato mai a rispondere "così cosà", ho sentito di casi di suicidio. Però, ho deciso che la mia nuova politica sarà levare un punto percentuale dalla mancia per ogni volta che mi chiedono come va. Poi vediamo se si riesce a mangiare in pace...
Un altro faticoso parto di Bostoniano | Permalink | 04:06 | commenti (54)
ristoranti, la merica


domenica, 10 dicembre 2006
 

Dedicato alle vegetariane (quelle che conosco son tutte donne...)

Fra mezz'ora ci capita qui Mike per aiutarci a portare a casa un divano-letto nuovo/usato. Questo, credeteci o no, ci ha bloccati qui per tutta la mattina. Seconda considerazione: stasera si esce con amici e se magna come deji sfrocedati. Terza premessa: in frigo c'erano alcuni etti di verdure che stavano tristemente passando alla senescenza.
Tradotto in termini più pratici: tempo, necessità di mangiare leggero, materia prima. Ho fatto quindi un brodo di verdura (vegan, non ve lo sto a spiegare perché lo saprete far benissimo) e delle polpette di sedano. Sono venute PORCA MISERIA, quindi ritengo che sia un mio preciso dovere spiegarle.

Serve:
  • una mamma che le sappia fare e ti spieghi la ricetta
  • una tua idea su come dovrebbero venire rispetto a quelle della mamma, che sono buonissime ma le ultime volte ti era rimasto come un fondo di "sì, ma però"
  • sedano, con una quantità spropositata di foglie. Ho già parlato del sedano cinese, io mi ritrovavo quello (perfetto, gambini sottilissimi, profumatissimo, foglie a go-go), ma se uno non lo compera proprio all'esselunga ma conosce un banco del mercato doverosamente ignorante, va benissimo. Meglio quello verde, antipatico da mangiare così perché è troppo forte (e a noi serve che lo sia)
  • le solite minchiatelle da polpette: pane ammollato nel latte, parmigiano, uovo, farina per spolverare le polpette e olio per friggerle
Prima di tutto: la mamma ti dice "Usa solo le foglie. I gambi cacciano acqua e ammosciano tutto. Stufa le foglie con acqua, olio e uno spicchio d'aglio, trita sottile e mescola con metà del volume di mollica di pane ammollata nel latte e strizzata". Dille di sì, tanto hai già deciso che le foglie sono troppo poche e tu i gambi non vuoi sprecarli.
Separa gambi e foglie. Prendi la mannaia che fa tanto maniaco e mozza, tagliuzza e trita i gambi fino ad arrivare a una dadolata fine fine. Metti un goccio d'olio in padella, scalda a fiamma viva e buttaci sedano, lo spicchio d'aglio e un pizzico di sale. Cacciatela ora l'acqua, bastardi!
Asciugati i gambi tritati, trita le foglie e aggiungile. Scalda un po', mettici dentro un pochino d'acqua, copri la padella e lascia andare. Il tutto deve ammorbidirsi molto bene. Quando è tutto morbido e stracotto, leva il coperchio e asciuga a fiamma media. Leva dal fuoco, butta sul tagliere e trita
Metti la mollica, il sedano stufato (ah, lo hai levato l'aglio o aspettavi che te lo dicessi io?), un uovo, una manciatona assai abbondante di parmigiano grattugiato... Meglio due, va. Spruzzo di sale e pepe. Prendi una forchetta e fa un paciugo d'altri tempi.
Acchiappa manate di questa cosa un po' disgustosa al tatto, appallottola degli affari grossi circa una noce o poco più, rotola bene nella farina. Scalda ben bene mezzo dito d'olio in padella, friggi croccante. Se le fai schiacciate non ti serve usare troppo olio ed escono più asciutte. Buttale su un foglio di carta da cucina e falle intiepidire, sono più buone.
In cottura avevo promesso a me stesso "non le farò mai più, troppo una palla". Ora, che vi devo dire? Le rifarei anche domani, avessi il tempo e il sedano. A Bostoniana non erano piaciute quelle di mamma, queste le ha adorate. Segno che l'amore è cieco o che davvero mi sono venute meglio, come mi ero prefisso.
Un altro faticoso parto di Bostoniano | Permalink | 18:50 | commenti (2)
ristoranti, bostonians household


mercoledì, 04 ottobre 2006
 

Il ristorante sgarzolo

Abbiamo avuto, devo dire piacevolissimamente, la sorella di Bostoniana ospite per quasi tre settimane fino a ieri pomeriggio. "Piacevolissimamente" nel senso, non so, avete presente un ospite? Il famoso detto che "dopo tre giorni puzza"? Beh, scordatevelo: averla per casa è stato un piacere e un aiuto, e ora che è tornata in Italia ci sentiamo molto soli. Ma sto divagando.

Per celebrare degnamente la partenza, lunedì sera abbiamo deciso di andare al ristorante sgarzolo, nella fattispecie Oleana (se volete andatevi a vedere il sito, www.oleanarestaurant.com. Non attivo il link, ci ho provato prima e mi ha chiuso Firefox sul muso a post iniziato).
Oleana è un ristorante di ispirazione mediterranea, che qui vuole dire tutto e il suo contrario. Anche il fatto che l'anno scorso abbia vinto il premio di "Migliore cucina del New England" di non so quale associazione vuole dire poco, qui un premio non si nega a nessuno e tutti i ristoranti espongono fieramente un adesivo di "best of" di qualcosa, foss'anche che il premio è stato rilasciato dalla parrocchia di zona, riguardi la pulizia dei bicchieri e risalga al 1983. Ma sto divagando un'altra volta.

Il ristorante sgarzolo è PROPRIO sgarzolo. Di solito, la cosa che guardo di più è che in un ristorante si mangi e si beva bene, con un servizio competente e a un prezzo proporzionato e dell'immagine tendo a fregarmene. Questo posto garantisce quasi tutto quello che mi interessa (qualche piatto è un po' più fesso e il menu lo cambiano TROPPO di rado) ma, devo dire, è proprio caruccio: pareti foderate in sughero e metalli in toni caldi (bronzo, ottone), luce bassa ma non alla "dove siete finiti tutti", insomma: fa effetto anche su chi di cucina non ne capisce una beata fava e preferisce il cubalibre al vino.

Per prima cosa ci portano il pane e dell'olio in cui intingerlo - qui fa fino, in alternativa al pane e burro. Non hanno ancora capito bene a che cosa serva il pane, però devo dire: PORCA MISERIA, CHE OLIO!!! Mi informo, è greco. Dobbiamo preoccuparci.

Calcolo che Bostoniana non può quasi bere (spiegherò fra qualche settimana perché, ora vige l'omertà in merito). Calcolo che la sorella non è una gran bevitrice, roba da un bicchiere a pasto se va bene. Calcolo che il giorno dopo non è mica vacanza. Calcolo infine che porca miseria quanto cavolo costa il vino in questo paese maledetto e opto per mezza bottiglia di Chianti Fattoria di Felsina.

Sulla tavola sono passati: uno strano gnoccone di carne e cavoli in salsina di funghi e granturco (mah), una scaloppa di foie-gras con un tortino di pera (dolorosamente BUONO!!!), un formaggio greco (Haloumi) spadellato con peperone, pesca e flambé all'ouzo (delusione! Ne avevo letto, lo avevo fatto a casa, mi è venuto meglio), un gyro fatto con la carne di anatra (non ho assaggiato) e una bistecca con una specie di crostone di polenta al formaggio come contorno

Prima della bistecca, diventa chiaro quanto optare per la mezza bottiglia di Chianti sia stato un errore madornale. O meglio: se fosse stato un vino così così, andava anche bene. Il problema è che ci è capitata una bottiglia STREPITOSA (Fattoria di Felsina è un po' altalenante). Risultato: la partente festeggiata ha bevuto come un lavandino, Bostoniana è rimasta pervicacemente attaccata al paio di sorsi che si era versata e io, per finire la bistecca, mi sono preso un bicchiere di una fetenzia che onestamente non spreco neanche un neurone per ricordare. Bah...

Dolci? Ci potete giurare, è uno dei vanti di Oleana. Bostoniana si è sparata un semifreddo torroncino e nonricordoche, la sorella si è presa un Baked Alaska (meringona infornata, servita scura fuori ma ancora spumosa, inglobante una palla di gelato al cocco e circondata da salsa di mango), io ho preso un misto di cose alla zucca. Halloween si avvicina - sì, vabbè, lo so, manca un mese e mezzo, ma che ci posso fare se qui è già un mese che nei negozi è tutto un fiorire di ragni, zucche e scheletri?
Un altro faticoso parto di Bostoniano | Permalink | 22:55 | commenti (4)
ristoranti




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