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Io ce l'ho da sempre con la Ventura. Quando la signorina si palesò per la prima volta su uno schermo, almeno a me, fu in occasione della diretta televisiva della prima edizione del Pavarotti International.
Come saprete (forse), ho fatto equitazione una decina d'anni e in quel periodo ero particolarmente appassionato. Ora, di eventi internazionali come il concorso di Piazza di Siena, ogni nazione ne organizza uno all'anno. Sfruttando lo stesso trucco che per la Formula 1 si adottò per Imola, ossia dichiararlo gran premio di San Marino, il Pavarotti International rappresentò, finché durò, il secondo concorso internazionale di massimo livello che si teneva in Italia.
La RAI propose quattro ore di diretta quotidiana, il che sembrava una manna. Tranne che. Tranne che ci si misero Gianni Minà (un altro buono...) e la Ventura a fare quello che non si fa neanche per le dirette dei campionati di bocce: dedicare esattamente un'ora di quelle quattro alle riprese dei percorsi, e tre a chiacchierare di cose stronze con personaggi di quelli che possono uscire dall'isola dei famosi (che non c'era ancora, ma capite il livello). Domande di tutto rispetto con risposte di tutto rispetto, del tono: "Dicci qual è la tua connessione col mondo dell'equitazione" "Mah, in realtà è la prima volta che vado a una cosa del genere, i cavalli sono belli". Ciliegina sulla torta: "Facci sapere se c'è qualche percorso che vale la pena vedere per restituire la linea" "Sì, dunque, in campo c'è il tal dei tali, attualmente numero venti nella classifica mondiale..." "Ah, OK. Allora scusa, riprendiamo la linea che sta arrivando proprio in questo momento Sciacquettina Leggerina e dobbiamo assolutamente intervistarla".
Partorii un odio destinato a durare a lungo. Ed è per questo che pubblico con piacere il video che segue.
Vorrei lasciarlo senza commenti, sarebbe più efficace. Ma non so quanti conoscano abbastanza i Muse da rendersi conto che, scocciati dall'aver dovuto suonare in playback, i Muse (noti come una delle band al mondo con la migliore resa dal vivo) hanno organizzato la seguente presa per il kulo:
il cantante-chitarrista si è messo alla batteria
il batterista ha preso il basso e canta
il bassista suona la chitarra e le tastiere
La Ventura (e nessun altro in studio, a quanto pare) non se ne rende conto e porta avanti l'intervista al batterista come se il cantante (nella testa del giornalista medio, automaticamente il leader carismatico) fosse lui. Si noti come il bassista, uscendo dal palco sullo sfondo durante l'intervista, se la sghignazzi di gusto verso la fine del video. E io con lui!
Che uno dice il tuo nome e al massimo si sente rispondere "Ma che, esiste tipo una chitarra elettrica che si chiama così?"
In realtà, quella chitarra è il coronamento di una tua intuizione: un giorno ti sei svegliato e, insoddisfatto del suono delle chitarre elettriche dell'epoca (tutte con cassa di risonanza), che trovavi troppo morbido, hai preso un asse e ci hai fatto una chitarra elettrica a corpo solido. Oggi, novantanove chitarre elettriche su cento derivano da quest'idea, e il modello che porta il tuo nome è un classico che, se d'annata, spunta prezzi impossibili.
Ancora meno si sa che tua fu un'altra intuizione da niente, quella che ti ha portato a prendere uno di quei moduli di memoria con le bobine che si vedevano nei centri di calcolo di sessant'anni fa, modificarlo qua e là e usarlo come registratore multitraccia. La registrazione moderna non sarebbe possibile senza questa bella pensata.
Ma forse a te piacerebbe più che si dicesse come, fino a poche settimane fa, nonostante i novantaquattro anni e due dita rallentate dall'artrite, ancora ti facevi il palco di uno dei templi newyorkesi del jazz una sera per ogni settimana che dio mandava in terra. Su quel palco con te c'è salito il gotha della chitarra, tutti immancabilmente con la faccia che diceva "non ci posso credere che stavolta è toccata proprio a me".
Caro il mio Les Paul, un saluto sincero. Chissà le risate che vi farete, tu e Leo Fender, alla faccia di noi che ancora litighiamo su chi di voi due avesse tirato fuori la chitarra migliore.
"Devo pensare che la festa dell'otto agosto con annessa suonata sia saltata, che non ho più sentito niente? Che venerdì è l'ultima possibilità che abbiamo di provare prima e, date le nostre non esaltanti performance recenti, non possiamo presentarci senza una prova."
"Credevo di aver mandato un'email dicendo che è saltato. Non sono riuscito a concordare per agosto. Ho provato con settembre ma, dato il disinteresse generale, ho lasciato perdere."
"OK. Passerò a prendere gli strumenti alla sala fra qualche giorno, che qui almeno tutto agosto non si suona e preferisco averli a portata di mano."
E con questo ultimo messaggio di Bostoniano, l'avventura Who's 1st si chiude nel peggiore dei modi possibili: uno stupido, insensato oblio dopo mesi di teatro del nulla. Così, per non essere da meno di Rita. Ora boh, quello che riuscirò a trovare. Un gruppo punk. Un gruppo funk. Una situazione New Wave. Una storia brit-pop. Magari qualcosa con canzoni originali. È così difficile, trovare qualcosa di adatto...
...i Doors, che mi rifiuto di pensare di dover spiegare chi sono, con Craigslist, ossia il mercato delle pulci online più famoso d'America, dove i Bostoniani (e specialmente Pigrazia) trovano lavoro, casa, automobile, mobili, suppellettili, band, e altre persone ci trovano persino amicizia, amore, sesso?
Beh, magari per noi niente, ma per "Weird Al" Yancovic evidentemente qualcosa c'entrano. Alle tastiere, Ray Manzarek sui quisque. Buona visione.
Il cantante, ovvero destinatario numero 1 del messaggio di cui al post precedente:
"Devo astenermi dal voto fino alla prossima prova. Devo capire se riesco a cantare queste canzoni con la stessa energia che avevo. Il problema è puramente tecnico, non emotivo. Ciò detto, il piano relativo a prove e concerti è quanto di più flessibile possa mai sperare di trovare in una band. Se quindi riesco a cantare in maniera che io ritenga accettabile, va bene per me proseguire in base al piano originale."
Come rispondere a una cosa del genere? Qualcuno si ricorda quello sketch di Marco Messeri a Tunnel in cui faceva l'esperto politologo invitato a commentare su un qualche politico? In cui lui si limitava a ripetere il nome del politico facendo diverse facce e diverse intonazioni? Non l'ho trovato su Youtube, ma ecco, immaginatemi mentre ripeto il nome del cantante come un mantra, il mio cervello occupato a ripassare le varie, lentissime, dolorosissime opzioni a disposizione per sopprimerlo...
Dunque... in seguito ad alcuni episodi verificatisi durante gli altrimenti fin troppo calmi mesi scorsi e alcune conversazioni che abbiamo avuto nelle scorse settimane, è capitato che il bassista e io ci siamo sentiti e abbiamo discusso le aspettative e i desideri che abbiamo nei riguardi della band.
E ci siamo resi conto che un anno fa eravamo molto più vicini di ora a dove vorremmo essere. Eravamo partiti con un piano, che era "un concerto al mese, una prova fra concerti, ed eravamo disposti ad accettare una occasionale guidata un po' lunga per suonare in un locale dove valesse la pena. Non ci saremmo dannati l'anima per suonare più di una volta al mese ma nemmeno avremmo rifiutato concerti.
Ora, non è importante come si sia arrivati a questo punto, ma l'attuale stato di cose è che abbiamo rifiutato qualcosa come 6 concerti, mettersi d'accordo per provare è un problema e poniamo ogni sorta di condizioni. E abbiamo deciso che questo non ci soddisfa.
Quanto sopra ci porta a questo messaggio, inviato da me puramente perché così concordato ma che di fatto ricapitola il pensiero di entrambi: chi ci sta a continuare perseguendo quello che vorremmo fare è il benvenuto a rimanere. Ma se per caso quello che stiamo chiedendo è troppo, vi chiediamo di dirlo chiaramente. Nessun problema di ordine personale: chi non dovesse desiderare continuare sarà sempre considerato l'ottima persona e l'eccezionale musicista che abbiamo imparato a conoscere, e le sue motivazioni assolutamente comprese e rispettate: solo, abbiamo chiaramente obiettivi differenti, il che ci impedisce di continuare assieme.
Prima di decidere se venerdì ci saranno o meno delle prove, per favore, pensateci su e fateci sapere se intendete proseguire nei termini del piano originale: un concerto al mese, una prova fra concerti, occasionalmente qualche prova in più per studiare nuovi pezzi, di tanto in tanto un concerto in posti più lontani.
Saluti
Bostoniano & Bassista
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E speriamo che qualche coscienza si scuota se no, per dirla col Mint, "That's all, folks".
...che porto oggi a scaricare su CD (era anche ora, penserà qualcuno, nella fattispecie il nostro bassista che a queste cose ci tiene), piazzo un altro pezzo globalmente ascoltabile, nella speranza di fare contento Pois che preferisce gli Who del periodo Sessanta: I can see for miles (sperando che l'audio non peggiori troppo!)
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