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lunedì, 15 settembre 2008
Cioè, ma che, davero? Cioè, un premio? Cioè, a me?
E invece, oh, eccolo qui, eh?
Me lo ha affibbiato nientepopodimeno che Salvietta.
Andiamo a regolamento(*): innanzitutto, devo appiccicare qui sette blog che considero "spontanei, veri, interessanti ed ironici". Iniziamo con una bella lisciata: sono molti più di sette. Sono molti più di quelli che vedete nell'elenco dei miei link. Ma ovviamente, non posso fare il vigliacco e cavarmela così, quindi dovrò tirarne fuori sette. Il tutto è reso ulteriormente complicato dal fatto che avrei sicuramente nominato Salvietta, cosa che non credo che mi sia consentita, e che la Profe ha chiuso i battenti proprio oggi.
Allora, direi che citerò, rigorosamente senza ordine:
- Fiodor - dialoghi improbabili
- Elastigirl - Voi mi direte che è una scelta banale, perché chissà quante citazioni beccherà, e i premi, e il libro, eccetera. E io insisto a mettercela perché ci credo proprio. La trovo un'amica che vorremmo in molti, e ditemi se non è bello riuscire a suscitare un desiderio del genere semplicemente scrivendo di sé
- La finestra sul porcile - il finestraio, dal suo davanzale, spara dei commenti di una lucidità che mi piacerebbe avere. Ma non si pensi che per questo sia noioso, tutt'altro
- Tafferuglio - Che dire, mi piacciono tutte le manifestazioni blogghistiche dello Zeus, ma ho un affetto particolare per questo piccolo side project che forse non beccherà le segnalazioni che si merita. E allora, mettiamolo qui
- Wayne - Una testa con una marcia in più, nonché un critico letterario troppo acuto e serio per farlo di mestiere; ma il mondo della critica letteraria migliorerebbe di colpo se decidesse di farlo e qualcuno gliene desse l'opportunità
- Nina e Rita - ecco, qualcuno di voi, e mi si passi la lieve digressione, che poi in fondo più che una digressione è una puntualizzazione, e poi scusate ma sono io che sto scrivendo e quindi decido io quanti dettagli mettere e com'è meglio organizzarli, e a ben vedere le parentetiche secondo me sono comprensibilissime e arricchiscono il discorso, dicevo, qualcuno di voi pensava che potessi non citarle?
- Vipera Venerea - A Vipera (e a Pois) sono molto affezionato. Fra i primi a leggermi e a farmi pensare che non stavo scrivendo solo stronzate, i suoi post di mansarda, gatti, esperimenti di gastronomia vegetariana e quant'altro sono sempre ironici e divertentissimi. Un'altra che fa venire voglia di conoscerla dal vivo per poter essere più interattivi nel parto di allegre cazzate.
A Vipera Venerea, fra l'altro, devo l'opportunità di poter citare un altro po' di persone! Infatti, nell'ormai lontano luglio, mi aveva nominato per un altro premio(**):
Grazie mille, ed ecco le altre citazioni che infilo volentierissimo
- Pataterna - Scrive come parla, cioè con marcato accento partenopeo. Nei momenti migliori avrebbe da dare una dritta o due a Camilleri. Ha un animo autenticamente artistico e, quando le gira, una vena comica di tutto rispetto
- Expecting - i suoi post leggeri mi fanno pensare a lei. I suoi post di sostanza mi fanno pensare e basta
- Mintossicobirra - un Conte in giornata è capace di evocare personaggi e situazioni mai più visti da quando Stefano Benni scrisse il Bar Sport originale
- Katika - Una simpatica professoressa che ama il suo mestiere, è preparata, fa lezioni divertenti ma dense, si prende cura dello studente difficile, ce l'ha con il sistema scuola e dove sta andando e ha una vita privata piacevole e appagante. Nonostante gli ovvii punti in comune, non è un sostituto del blog della Profe, non ha mai voluto esserlo ed è sempre stato una lettura diversa ma altrettanto piacevole.
- La Svitata - La superficialità per scelta, perché la gente non ha bisogno anche dei miei, di problemi. Tanto di cappello
- Zauberei - Ah, avere il tempo di leggerseli tutti! I post di Zaub sono lunghi, densi, stimolanti e ricchi di informazioni complesse ma rese accessibili. Tutto sta ad avere quell'oretta di tempo
Aspetto la prossima occasione per nominare gli altri. Tanto, se siete qui a sinistra, vuol dire che ve lo meritate.
(*) Regolamento di "Brillante Weblog": Brillante weblog è un premio assegnato ai siti ed ai blog che risaltano per la loro brillantezza sia per quanto riguarda i temi, che per il design. Lo scopo è quello di promuovere tutti nella blogosfera mondiale.
Al ricevimento del premio, bisogna:
1. Scrivere un post mostrando il premio e citare il nome di chi ti ha premiato mostrando il link del suo blog;
2. Scegliere un minimo di 7 blog che si ritengono brillanti nei loro temi o nel loro design. Esibire il loro nome e il loro link ed avvisarli che hanno ottenuto il Premio “Brillante Weblog”.
3. (facoltativo) Esibire la foto o il profilo di chi ti ha premiato e di chi viene premiato nel tuo blog.
(**) Regolamento di "Meme (r)evolution":
1. bisogna inserire il banner,
2. bisogna linkare il blog che ti ha dato il meme,
3. bisogna linkare altri 6 blog (cifra flessibile) che meritano un premio e, se possibile, spiegare il perché,
4. chi riceverà il meme potrà mettere il banner con la coppa in home page sul lato in modo da far vedere il premio ricevuto a tutti i visitatori. (io lo metto qui, poi provo a vedere se riesco a metterlo nel template)
venerdì, 22 agosto 2008
Mi rivolgo principalmente a voi che bevete vino e che magari lo distinguete un po'. Avete notato come il vino italiano si sta ruffianeggiando? Come sta cercando di inseguire i vini coca-cola che piacciono tanto da questa parte dell'oceano grazie al battage di certe affidabili riviste? Come sia sempre più difficile trovare un sano vino onesto, un po' scontroso, leggermente antipatico ma che sappia fare il suo dovere di reggersi un bel bisteccone al sangue senza addolcirti la bocca e riempirtela di "sentori di frutta rossa"? Sentori che poi si acquistano andando da un laboratorio specializzato e chiedendo il ceppo di lieviti selezionati che ti tira fuori la prugna e il ribes del pinot nero anche nell'aglianico? Come, se un vino ha pretese di pregio, nove volte su dieci sa di vaniglia perché il passaggio in barrique è ritenuto praticamente obbligatorio? Come sempre più spesso capiti di assaggiare un vino di tre o quattro anni e dirsi "Caspita, che freschezza: pare quasi fatto quest'anno..." e poi scoprire che in effetti è stato tagliato con l'ultima annata per risvegliarlo (le tecniche di vinificazione moderne e soprattutto la smania di vendere al più presto per realizzare fatturato non sposano bene con i lunghi invecchiamenti)? Come, soprattutto, le aziende produttrici si lascino tentare da scorciatoie che alla fine portano allo scandalo del Brunello di qualche mese fa?
Bene: come tutte le donchisciottate non risolverà nulla, però Sandro Sangiorgi (un gambero rossiano della prima ora che ha mollato il gambero rosso ormai vari lustri fa, al primo odore di sputtanamento) ha lanciato una disperata iniziativa in difesa dell'identità del vino italiano. Fatelo per fare un piacere a me: andate sul sito dell'iniziativa e firmate. E possibilmente fate girare. Salute a voi.
lunedì, 07 aprile 2008
...i dettagli son da me, dice Sullepunte... Io, il meme delle 6 cose che non sapete di me (e meno male che a Sullepunte è capitata la variante a 6, mi è capitata anche quella a 8) pensavo di essere riuscito a scansarlo. Credevo, come quelli che si fanno una malattia esantematica e si trovano gli anticorpi anche per altre due, che il mio post su 5 cose che mi imbarazza ammettere che mangiavo spesso mi avesse messo al riparo dalla cosa. Think again. Fra l'altro, Sullepunte dice che non vale dire che tendo ad essere preciso...
OK, Sullepunte, non lo sai ma mi hai fatto venire in mente la prima cosa. Ossia, io tendo ad essere preciso nelle cose che faccio ma sono la persona più disordinata del mondo. Quando Pigrazia e io ancora ci frequentavamo in amicizia (sì, c'è stata una fase in cui non ci interessavamo affatto), capitò che, complice una pipì ad alta pressione, andammo a casa mia. E Pigrazia, che aveva deciso che ero una persona simpatica ma dio santo, possibile che questo non si rilassa mai, decise che ero umano. Molto umano. Al terzo calzino idrofobo che l'aggredì, pensò forse anche troppo umano.
La seconda cosa è che mia madre e Pigrazia hanno due varianti dello stesso nome. Solo che, per come sono distribuite le due varianti, uno che non le conosca pensa che la più giovane delle due si sia beccata familiarmente il vezzeggiativo a scopo di riconoscimento. Ebbene no, quella col vezzeggiativo è mia madre.
La terza cosa... ah sì, visto che abbiamo tirato in ballo la mamma... Da complesso di inferiorità a vita (e mi sa che c'è). Quando mi iscrissi a lingue, mi disse impietosamente che mi ero preso una facoltà per signorine in cerca di marito. Quando, gasato dal secondo trenta, le chiesi che cosa avrebbe fatto se fossi uscito con 110 e lode, lei disse di preoccuparmi di cosa avrebbe fatto se NON lo avessi preso. Già, perché la signora:
- ha preso una prima laurea in biologia (i genitori non le hanno consentito di fare medicina)
- con me già nato, una separazione alle spalle e un lavoro ottenuto grazie alla prima laurea, si è iscritta a medicina alla faccia dei genitori. Era prima del 1968, quindi le hanno riconosciuto tipo 3 esami della laurea in biologia (oggi sarebbero stati molti di più). Naturalmente, poi ha proseguito con la specializzazione
- Nel frattempo, ha conosciuto un altro uomo, con cui ha avuto altri 3 figli
- Sempre nel frattempo, si è fatta tutta la carriera di ricercatrice e quella di dirigente di ricerca in un'istituzione pubblica, senza avere uno straccio di santo in paradiso. Tanto per rendere più interessante la cosa, ha collaborato attivamente con progetti OMS e UE, il che l'ha costretta a impararsi l'inglese dopo i 30 anni (aveva fatto francese a scuola)
- Se tutto questo non bastasse, cucina in modo indescrivibile.
Insomma, io cerco di non fare il solito italiano che mia mamma di qui, mia mamma di là, ma il personaggio è davvero ingombrante.
La quarta cosa... Avevo circa 4 anni e il babbo, brillante ricercatore in geografia, era stato incaricato dal secondo canale RAI di tenere brevi programmi sulla geografia che andarono in onda verso ora di pranzo per una settimana o giù di lì. Un giorno fece una puntata sulle razze umane e a tutti parve commovente riunire tanti bei bambini di razze diverse. Acchiapparono una nerettina, due giapponesi e qualche altro esemplare e, come bianco caucasico, pescarono direttamente in casa. Durante la registrazione io, che pensavo che la cosa sarebbe stata eccitantissima, mi stavo facendo du' maron inscì a sentire cometichiamiquantiannihai e non arrivava mai il mio turno. Quando mi misero il microfono davanti, dissi tutto d'un fiato e senza aspettare domande: "Mi chiamo Bostoniano Tal dei Tali, sono di 'Oma ho quatt'o anni e ho gli occhi veDdi". Ore dopo, a fine registrazione (saranno state le sette di un giorno di febbraio o giù di lì), dissero: "Ora andate tutti a giocare in giardino, eh?" E chi fu secondo voi quello che, invece che millantare entusiasmo, disse più realista del re "Ma come, là fuori è tutto buio" costringendo a rifare la scena? Esattamente.
La quinta cosa... non ho vie di mezzo fra l'essere completamente scaciato e vestirmi iper-formale super classico. Odio sia le cose con l'aria "vorrei ma non posso" che le "brillanti" idee dello stilista che si è svegliato con l'ispirazione (di solito ha lanciato in aria una moneta), e non sopporto la minima caduta di tono; quindi, la volta che mi piglio qualcosa di elegante, deve essere come minimo degna di Savile Row. Ma siccome mi scoccia spendere un sacco di soldi e stare un sacco attento alle cose che mi metto, il 99,9% delle volte sembro il protagonista di un romanzo di Bukowski.
Oh, ora dovrei rilanciare a 6 persone. Beh, è il momento di rivelarvi la sesta cosa: odio le catene di S. Antonio, comunque le si travesta. E allora, sapete a chi rilancio? A Pigrazia, Esse e Colpodicoda. E Wayne. E mia cusèina. E Violacciocca. Che non hanno il blog o, se ce l'avevano, lo hanno chiuso. Così, se non gli va non se ne fa niente. E se gli va, è la volta che (ri)cominciano a postare.
Ossequi
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