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lunedì, 26 ottobre 2009
Uccelli rapaci visti in vita mia: qualche decina
Di cui in libertà: probabilmente cinque o sei
Di cui in piena città: tre
Di cui grossi come un piccolo tacchino: due
Di cui intenti a divorarsi la preda catturata:uno
L'emozione che l'avvistamento avvenisse sul tetto del NOSTRO garage, al lato del NOSTRO giardino: non ha prezzo.
Ah, niente prova fotografica. Come io e mio padre abbiamo visto il rapace (un enorme falco o una piccola aquila, non sono sicuro), così lui ha visto noi. Si è attardato un po' a decidere il da farsi per il tempo che mio padre ha impiegato per prendere la macchina fotografica e cercare inutilmente una finestra senza zanzariera; dopodiché, prima che la macchina fosse in qualche modo puntata, si è alzato maestosamente col suo piccione semidivorato per sparirsene altrove.
lunedì, 27 ottobre 2008
Ci credereste? Le previsioni ci hanno preso in pieno. Acqua, acqua, acqua, solicello... Di corsa in spiaggia! Acqua. Macheccazz...
Vabbè. Passiamo alla documentazione, che è meglio.
Foto 1: avevo detto Gabicce? Macché, Miami Beach è una grossa Sabaudia!

La sobria opulenza del travertino, la purezza delle linee nel loro rigore geometrico, sembra che qui ci siano passati gli architetti che ci piacevano a LUI
2. Jungle Island. Una specie di zoo-safari molto improbabile, molto finto ma per niente squallido. Bellissime piante, bellissimi animali, pappagalli a iosa, una stanza piena di lemuri in pieno sballo da coca, una tigre bianca e un ligre... leogre... tigrone... Vedete un po' voi come chiamarlo. Grosso quasi quanto la somma dei genitori, un gattone grosso grosso. Partirei da Davide, molto soddisfatto del passeggino noleggiato
Una distesa di fenicotteri, che fa sempre scena
Comunque, di tutti gli strani animali che ha visto, alla fine Davide ha preferito quelli a cui si è potuto avvicinare molto. In particolare le capre. Fino a che le capre non si sono interessate a lui un po' troppo, ecco...
3. Il giorno dopo piove ancora. Si va al Seaquarium. Anche qui, Davide becca una fuori serie niente male
Cammina che ti cammina, andiamo a sbattere contro un certo avatar...
I lamantini, o dugonghi che dir si voglia, sono piaciuti solo a me
Le foche hanno incontrato già più favore
Così come i delfini
ma l'effettone lo ha ovviamente ottenuto l'orca
Di cui forse sarà bene rendere meglio le dimensioni:
4. Ecco il sole, scappiamo al mare!!!
Dieci minuti dopo, pioveva.
5. La chiusura è per Wayne. Un manichino del genere non poteva non far scattare l'associazione di idee
Si capirà che gira forse più silicone qui che nella Silicon Valley
martedì, 23 settembre 2008
Ieri sera usciamo di casa e abbiamo visto lei, o almeno quasi sicuramente lei: la responsabile dello spuzzolamento della nostra auto.
Prima ho visto una massa di pelo chiaro che si muoveva lenta e sinuosa sul marciapiede, dietro le auto. Scesa in strada, il nero della parte inferiore si confondeva con l'asfalto, cosicché il pelo chiaro della parte superiore pareva galleggiare a mezz'aria, facendola sembrare una razza che nuotava a qualche centimetro dal fondo marino.
Arrivata a circa metà strada, le ho fatto quel verso simile a un bacino con cui si chiamano i gatti. Come avrebbe fatto un gatto, si è fermata, ha guardato verso di me per capire chi fossi e che volessi, quindi ha proseguito tranquilla per i fatti suoi una volta appurato che avevo smesso di chiamarla.
Come si fa ad avere in simpatia una bestiaccia che ti appesta mezzo quartiere per una settimana con una spruzzata? Ma allo stesso tempo, come si fa a detestare un animale selvatico così ben disposto al dialogo? Toccherà imparare a convivere con l'ennesima contraddizione...
venerdì, 12 settembre 2008
Cara puzzola,
tu sai benissimo che la tua categoria mi sta simpatica. Trovo che abbiate una faccia piacevole, una buffa andatura che vi rende simpatiche, un buon carattere. Trovo che godiate di una cattiva fama immeritata e che il mondo sia fondamentalmente migliore perché ci siete.
Sai che quando c'è stato da alzare la voce per voi non mi sono tirato indietro. Insomma: sai tutte queste cose qui. Se non le sai, sappile.
ALLORA, SI PUO' SAPERE PERCHE' HAI SPRUZZATO LA MIA £&$£&&% DI MACCHINA???
(è stata Sullepunte che me l'ha tirata, lo so...)
lunedì, 23 giugno 2008
Oggi è arrivata una candidatura di proporzioni considerevoli per il premio "faccia da culo" dell'anno: secondo i paesi balenieri, le balene sottraggono il pesce ai poveri.
Facciamo alcune considerazioni schematiche, sì? Che magari riusciamo a fare un po' di ordine che lo spunto mi consente di innescare una polemica mica male.
- Chi ha detto che il pesce debba essere dell'uomo o delle balene? Se chiedete al pesce, probabilmente non è d'accordo con nessuna delle due possibilità
- Potendo consultare le balene, probabilmente pensano che sia l'uomo a levare il pesce a loro. E probabilmente anche una certa quantità di altri animali consumatori di pesce. La maggioranza non conta più nulla?
- Fra l'altro, parte di questo pesce viene usato per creare sfarinati che l'uomo somministra a due entità non use a mangiare pesce: i vegetali (è usato come concime) e gli animali erbivori (mangime). Cretino, no? Sottrarre a chi ne mangerebbe per darne a chi mangerebbe volentieri altro.
- Almeno uno dei paesi balenieri, il Giappone per la precisione, assieme alla Russia, sempre per la precisione, ha comperato per un boccone di pane (a livello paese, non a livello singolo personaggio politico, che ha sicuramente gradito la sua "percentuale") i diritti di sfruttamento della pesca davanti alle coste di alcuni dei paesi dei poveri che stanno rimanendo senza pesce, uno fra tutti il Perù. Lo sfruttamento è stato talmente selvaggio che alcuni tipi di pesce azzurro, una volta abbondanti al di là del concepibile, sono praticamente estinti. E l'industria del guano, una volta fiorente, è scomparsa perché il numero degli uccelli marini è precipitato a causa della carenza di cibo
- Una risibile percentuale della popolazione umana dispone del 90% delle risorse del pianeta. Mi pare che ci sia da lavorare molto più su questo che su quelle ladre delle balene, se davvero ci si preoccupa dei poveri
Insomma, o hanno una faccia tosta che davvero non se ne vede il fondo o hanno una miopia gravissima. Comunque, trovo inconcepibile che si possa anche pensare di valutare razionalmente una fesseria del genere... eppure si sarà costretti a farlo. Il logico non è più in grado di difendersi da solo.
Tu, automobilista bastardo, che non ho manco fatto in tempo a capire se eri un deficiente su un SUV, un deficiente al telefono, un deficiente su un SUV al telefono, uno stronzo o un incapace. Tu, dicevo, che quando mi sono resa conto che eri lì ho avuto solo tempo di terrorizzarmi un nanosecondo e poi il nulla, perché ero già sotto le tue ruote. Tu mi hai tirata sotto, ammazzata per nessun buon motivo - e non cercare scuse, io non sono veloce, il tempo di evitarmi sicuramente lo avresti avuto, se avessi guidato col cervello collegato.
Però io ho impuzzolentito l'intero quartiere per un buon chilometro quadrato. E sicuramente la tua macchina ti ricorderà per una settimana, quanto sei stato stronzo. Vaffanculo.
Firmato: la puzzola morta all'incrocio davanti alla stazione di polizia.
mercoledì, 13 febbraio 2008
lunedì, 11 giugno 2007
Prima di tutto, il solito link a foto di graziosi animaletti. Poi, un paio di considerazioni. Fini a se stesse perché, specialmente nel caso della seconda, dubito che qualunque cosa uno tenti di fare possa mutare di molto le cose, almeno nel breve periodo.
La prima è come un caso del genere, grazie all'impressionante similitudine dei primati con noi, fa scattare sentimenti analoghi a quelli che avremmo se leggessimo di un neonato umano protagonista della stessa storia.
La seconda è che di casi analoghi con protagonista un neonato umano ce ne devono essere a centinaia al giorno. Però, per finire sul giornale e suscitare emozioni, devi essere un gorilla. Con tutta la simpatia possibile per i gorilla, mi sembra terribile.
mercoledì, 06 giugno 2007
OK, io avrò due motivazioni forti per apprezzare: le mie solite fisse zoofile e il fatto di non amare granché il calcio, anzi, di trovarlo un pelo invasivo sia a livello dello spazio che i media gli dedicano, che a livello di ricorrenza nelle conversazioni.
Però questa è davvero troppo bella. Anche il protagonista lo è.
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