Storie di temporanea emigrazione

   Con un piede da una sponda e uno dall'altra dell'Atlantico

 











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Your result is: Calvin Calvin
Take What comic character are you?


mercoledì, 17 settembre 2008
 

Uiiiiiiiiiiiiiiiiiii!!!

Sono andato su un sitello del cavolo dove c'era un test, "Which comic character are you". Test cretino, domande OSCENAMENTE sgrammaticate. Alla fine ho dovuto anche aggirare elegantemente la pagina in cui volevano i miei dati personali onde inondarmi la casella email di merda assortita.

Però, sempre inglese sgrammaticato a parte, andate in basso a sinistra e vedete che risultato mi è venuto! Capirete: non potevo non pubblicarlo sul template...

Un altro faticoso parto di Bostoniano | Permalink | 19:22 | commenti (30)
varie, giochi, vanterie


lunedì, 07 aprile 2008
 

Fatti un meme...

...i dettagli son da me, dice Sullepunte... Io, il meme delle 6 cose che non sapete di me (e meno male che a Sullepunte è capitata la variante a 6, mi è capitata anche quella a 8) pensavo di essere riuscito a scansarlo. Credevo, come quelli che si fanno una malattia esantematica e si trovano gli anticorpi anche per altre due, che il mio post su 5 cose che mi imbarazza ammettere che mangiavo spesso mi avesse messo al riparo dalla cosa. Think again. Fra l'altro, Sullepunte dice che non vale dire che tendo ad essere preciso...

OK, Sullepunte, non lo sai ma mi hai fatto venire in mente la prima cosa. Ossia, io tendo ad essere preciso nelle cose che faccio ma sono la persona più disordinata del mondo. Quando Pigrazia e io ancora ci frequentavamo in amicizia (sì, c'è stata una fase in cui non ci interessavamo affatto), capitò che, complice una pipì ad alta pressione, andammo a casa mia. E Pigrazia, che aveva deciso che ero una persona simpatica ma dio santo, possibile che questo non si rilassa mai, decise che ero umano. Molto umano. Al terzo calzino idrofobo che l'aggredì, pensò forse anche troppo umano.

La seconda cosa è che mia madre e Pigrazia hanno due varianti dello stesso nome. Solo che, per come sono distribuite le due varianti, uno che non le conosca pensa che la più giovane delle due si sia beccata familiarmente il vezzeggiativo a scopo di riconoscimento. Ebbene no, quella col vezzeggiativo è mia madre.

La terza cosa... ah sì, visto che abbiamo tirato in ballo la mamma... Da complesso di inferiorità a vita (e mi sa che c'è). Quando mi iscrissi a lingue, mi disse impietosamente che mi ero preso una facoltà per signorine in cerca di marito. Quando, gasato dal secondo trenta, le chiesi che cosa avrebbe fatto se fossi uscito con 110 e lode, lei disse di preoccuparmi di cosa avrebbe fatto se NON lo avessi preso. Già, perché la signora:
  • ha preso una prima laurea in biologia (i genitori non le hanno consentito di fare medicina)
  • con me già nato, una separazione alle spalle e un lavoro ottenuto grazie alla prima laurea, si è iscritta a medicina alla faccia dei genitori. Era prima del 1968, quindi le hanno riconosciuto tipo 3 esami della laurea in biologia (oggi sarebbero stati molti di più). Naturalmente, poi ha proseguito con la specializzazione
  • Nel frattempo, ha conosciuto un altro uomo, con cui ha avuto altri 3 figli
  • Sempre nel frattempo, si è fatta tutta la carriera di ricercatrice e quella di dirigente di ricerca in un'istituzione pubblica, senza avere uno straccio di santo in paradiso. Tanto per rendere più interessante la cosa, ha collaborato attivamente con progetti OMS e UE, il che l'ha costretta a impararsi l'inglese dopo i 30 anni (aveva fatto francese a scuola)
  • Se tutto questo non bastasse, cucina in modo indescrivibile.
Insomma, io cerco di non fare il solito italiano che mia mamma di qui, mia mamma di là, ma il personaggio è davvero ingombrante.

La quarta cosa... Avevo circa 4 anni e il babbo, brillante ricercatore in geografia, era stato incaricato dal secondo canale RAI di tenere brevi programmi sulla geografia che andarono in onda verso ora di pranzo per una settimana o giù di lì. Un giorno fece una puntata sulle razze umane e a tutti parve commovente riunire tanti bei bambini di razze diverse. Acchiapparono una nerettina, due giapponesi e qualche altro esemplare e, come bianco caucasico, pescarono direttamente in casa. Durante la registrazione io, che pensavo che la cosa sarebbe stata eccitantissima, mi stavo facendo du' maron inscì a sentire cometichiamiquantiannihai e non arrivava mai il mio turno. Quando mi misero il microfono davanti, dissi tutto d'un fiato e senza aspettare domande: "Mi chiamo Bostoniano Tal dei Tali, sono di 'Oma ho quatt'o anni e ho gli occhi veDdi". Ore dopo, a fine registrazione (saranno state le sette di un giorno di febbraio o giù di lì), dissero: "Ora andate tutti a giocare in giardino, eh?" E chi fu secondo voi quello che, invece che millantare entusiasmo, disse più realista del re "Ma come, là fuori è tutto buio" costringendo a rifare la scena? Esattamente.

La quinta cosa... non ho vie di mezzo fra l'essere completamente scaciato e vestirmi iper-formale super classico. Odio sia le cose con l'aria "vorrei ma non posso" che le "brillanti" idee dello stilista che si è svegliato con l'ispirazione (di solito ha lanciato in aria una moneta), e non sopporto la minima caduta di tono; quindi, la volta che mi piglio qualcosa di elegante, deve essere come minimo degna di Savile Row.  Ma siccome mi scoccia spendere un sacco di soldi e stare un sacco attento alle cose che mi metto, il 99,9% delle volte sembro il protagonista di un romanzo di Bukowski.

Oh, ora dovrei rilanciare a 6 persone. Beh, è il momento di rivelarvi la sesta cosa: odio le catene di S. Antonio, comunque le si travesta. E allora, sapete a chi rilancio? A Pigrazia, Esse e Colpodicoda. E Wayne. E mia cusèina. E Violacciocca. Che non hanno il blog o, se ce l'avevano, lo hanno chiuso. Così, se non gli va non se ne fa niente. E se gli va, è la volta che (ri)cominciano a postare.

Ossequi
Un altro faticoso parto di Bostoniano | Permalink | 03:12 | commenti (32)
giochi, demenzialitĂ , memi, teh intarweb


lunedì, 31 marzo 2008
 

Visto che lo avete fatto in ventisei...

Eccovelo qui:


Spiega:

You are an Analyst
  • Your attention to detail, confidence, sense of order, and focus on functionality combine to make you an ANALYST.
  • You are very curious about how things work, delving into the mechanics behind things. Along those lines, how well something works is usually more important to you than what it looks like.
  • You find beauty and wonder mainly in concrete, functional, earthly things.
  • You are very aware of your own abilities, and you believe that you will find the best way of doing things. Accordingly, problems do not intimidate you, as you believe in yourself.
  • You trust yourself to find solutions within the boundaries of your knowledge.
  • You don't spend a lot of time imagining how things could be different—you're well-grounded in the here-and-now. It is important for you to follow a routine, and you prefer the familiar to the unknown.
If you want to be different:
  • Try to embrace the imaginative, creative part of your personality more often.
  • Try moving beyond the things that you find comfortable—open yourself up to a broader range of experiences.

You are Advocating
  • Being social, empathic, and understanding makes you ADVOCATING.
  • Some people find being around others exhausting—but not you! You are energized by spending time with friends, and you are good at meeting new people.
  • One of the reasons you enjoy conversation as much as you do is that you often learn about yourself while talking things out with a friend; you realize things about your own beliefs while discussing them with others.
  • You have insight into what others are thinking and feeling. This ability allows you to be happy for others, and to commiserate when something has gone wrong for them.
  • You are highly compassionate, and being conscious of how things affect those close to you leaves you cautious about trusting others too hastily.
  • Despite these reservations, you are open-minded when it comes to your worldview; you don't look to impose your ways on others.
  • Your sensitivity towards others' plights contributes to an understanding—both intellectual and emotional—of many different perspectives.
  • As someone who understands the complexities of the world around you, you are reluctant to pass judgments.
If you want to be different:
  • While it's important to think about others, don't forget to take some time for yourself, and occassionally to put yourself first.
  • Take some time to spend with a few close friends; although it's difficult to find people to trust, it's worth the effort.
  • When you have great ideas, it can be hard to relinquish control, but it can also feel good to take the pressure off and enjoy someone else leading the way.
Bah... non capisco chi abbia detto a questi tizi che non faccio il possibile per passare il mio tempo con "a few close friends". Quando sono in Italia e non devo rendere conto del mio tempo alla famiglia, non faccio praticamente altro. Diciamo che qui sto ancora cercando di ricostruire il network e che lo sto trovando un po' più difficile che in Italia. Oddio, a rifletterci, mi sa che le due cose (il consiglio scemo e le difficoltà che ho qui) sono in relazione...
Un altro faticoso parto di Bostoniano | Permalink | 03:36 | commenti (24)
varie, giochi


martedì, 25 settembre 2007
 

5 scheletri alimentari nell'armadio dell'infanzia

Il mio amico Jay ha un blog in cui disserta esclusivamente di cibo e ricette. Il titolo di uno dei suoi ultimi post si può più o meno tradurre 5 cose che mi imbarazza ammettere che mangiavo spesso. Chiaro il concetto, no? Una variante sul tema del solito giochino "5 cose che non sapete di me". Alla fine del post, butta lì come per caso "Ehi, potremmo stare lanciando un nuovo meme da blog!"

Ed è verissimo, l'idea è carina. Ci pensi? Confessare tutte le porcherie che mangiavi da piccolo... Sissì, lo faccio pure io. Che porcherie mangiavo?

Mumble mumble...

Uhm... Porca miseria, io da piccolo fra l'altro praticamente non mangiavo...

Ah, sì: sale e aceto, a pacchi su tutto. Amavo pane e sale. Amavo il sale grosso da solo. Amavo l'aceto bevuto a canna dall'apposita ampollina. La mia merenda preferita era pane, sale e aceto (con poco o niente olio, per carità). Una volta sono arrivato alla perversione di pestare il sale grosso per fare pane sale e aceto perché così era più salato, tipo come veniva col sale fino ma umido che trovavo sempre in campagna in Toscana...

E uno. Poi...

Poi...

Ah, i formaggini. Ecco, quelli devono essere una bella porcheria malsana, con quel buon sapore finto...

Che più?

Surgelati? Tipo i doratini di manzo con formaggio o i sofficini al formaggio Findus? Sì, possono anche passare. Specialmente i primi, sembrano belli hardcore

Oddio... sto finendo le idee...

Potrei mettere i sottaceti, specialmente cetriolini e cipolline? Non lo so, forse contano in effetti come il sale e l'aceto. Però mi mancano gli argomenti... Vabbè, passino i sottaceti, i sottoli (carciofini, funghetti) e tutti gli altri "sotto", anche perché mi consente di confessare la colpevole goduria che provavo nel bere l'acqua della salamoia delle olive, quando avevo sparecchiato il vasetto.

Mi manca una porcheria...

Dalle nebbie del passato emergono delle strane patatine in scatola. Non so che cosa fossero, erano vendute in barattoli blu e sembravano quadratini sottili di plastica di un giallo malsano. Una volta fritte, erano molto simili alle Cipster - se possibile, mordevano la lingua ancora di più. Oh, dimenticavo, le Cipster non mordono più la lingua, ma le prime uscite sul mercato lo facevano: dovevi appoggiare una Cipster sulla lingua, lasciare che la saliva ne sciogliesse il primo strato e iniziavano i morsi, mai capito a che dovuti.

Tutto qua, temo... La Nutella non mi è mai piaciuta molto (non è abbastanza acida, per uno che tracannava l'aceto dalla bottiglia) e le cose che ho mangiato in Inghilterra, tipo spaghetti o ravioli in scatola, non valgono perché non mi piacevano.

Niente da fare: un italiano con un passato da bambino inappetente cresciuto nei Settanta non potrà mai competere con un americano, a livello di junk food.
Un altro faticoso parto di Bostoniano | Permalink | 19:52 | commenti (38)
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martedì, 23 gennaio 2007
 

Giocablog. ViperaVenerea non lo sa...

...ma mi ha dato un'idea per un giochino. In un suo commento all'ultimo post, mi ha chiesto "Ma che dolci siete?" Poi ha chiarito che non si trattava di un test psicologico, ma nel frattempo a me è venuto il lampo. Perché no?

E così, penso di poter descrivere me stesso come un crumble di mele, o forse una una tarte tatin. Sì, direi proprio che la cosa mi si adatta.

Bostoniana? Boh, un tiramisu? No, meglio, un millefoglie allo zabaglione? Ci avviciniamo.

Presi insieme? Direi una Sacher. No, meglio ancora: la torta al cioccolato senza farina. Con cioccolata bella amara e marmellata di arance con grossi cionchi di buccia dentro, se serve allungata con un pochino di vino.

Raccogliete, se vi va, e ditemi dove lo avete postato che vengo a vedere.
Un altro faticoso parto di Bostoniano | Permalink | 20:33 | commenti (13)
giochi


martedì, 02 gennaio 2007
 

5 cose che non sapete di me

Con la sicumera trasmessami dalla coscienza che "Cuore" e relativa rubrica "E chi se ne frega" non sono più ogni settimana in edicola, raccolgo il giochino proposto da Catepol e vi impongo la conoscenza delle seguenti 5 irrinunciabili informazioni:

  1. Non avendo mai avuto il coraggio di atti più trasgressivi, ho portato l'orecchino all'orecchio sinistro per 10 anni. Il buco è ancora operativo nonostante il disuso prolungatissimo
  2. Nonostante abbia eletto gli USA a mia residenza temporanea da due anni, non ci avevo mai messo piede prima del 2003. Mi vantavo addirittura del mio eurocentrismo intransigente, che pare non essere affatto scemato
  3. Da quando la gravidanza ha modificato le funzionalità gastriche di Bostoniana, uno dei nostri passatempi preferiti sono le gare di rutti
  4. Trovo che l'organo Hammond abbia il suono più bello di tutti. Posso ascoltarlo basito anche se a suonarlo è un gatto che passeggia sulla tastiera
  5. La vacanza in Sicilia nel 2003 con Bostoniana a cavallo della mia compianta Ducati (venduta causa emigrazione) è tuttora al top delle nostre personali classifiche

La palla è a voi, blogger che mi leggete!

Un altro faticoso parto di Bostoniano | Permalink | 14:59 | commenti (13)
varie, giochi


venerdì, 01 dicembre 2006
 

Giochino!

Grazie all'aiuto indispensabile di _davide_ posso offrire un qualcosa di mai tentato prima su questo blog: un gioco!

È il vecchio Asteroids, ma al contrario: siete l'asteroide, vi spostate nel senso della freccina e andate a caccia delle maledette astronavi che hanno distrutto i vostri colleghi asteroidi, cercando di non farvi prendere dai loro proiettili. Le frecce sinistra e destra girano, la freccia su accelera. Buon divertimento. Se volete fama imperitura, registrate il punteggio massimo nei commenti (poche cazzate, però! :-))




Un altro faticoso parto di Bostoniano | Permalink | 22:02 | commenti (10)
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