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Analisi pragmatica dei fatti come la farebbe un americano manicheo
il Vaticano parla e straparla, a volte a proposito, molto spesso no
quelli che avrebbero dovuto, per propria tradizione politica, prendere una posizione bella rigida per contenere le intemperanze vaticane più medioevali, si sono guardati molto bene dal farlo
quelli che prendono una posizione bella rigida, in apparente contrasto con quella che dovrebbe essere in teoria la tradizione politica del proprio schieramento, lo fanno quando le dichiarazioni del Vaticano sono a tutela dei diritti dei più deboli
Risultato dell'analisi: un altro buon motivo per comprare casa qui
Beh, visto il tono preoccupato dei commenti al post precedente ("un TRASLOCO???"), mi pare che una risposta più "visibile" ci stia. Ecco una lista dei motivi che abbiamo per abbandonare la casa che un anno e mezzo fa tanta fatica ci costò trovare.
1.400 dollari al mese spesi a fondo perduto dispiacciono molto. Meglio pagare magari un po' di più ma per un mutuo, almeno si sta comprando qualcosa
La casa attuale è grande e ci piace, ma cade a pezzi. Il proprietario ha interrotto qualunque miglioria stesse facendo nel momento in cui abbiamo lasciato l'anticipo per prenderla. Ha poi scansato qualunque richiesta di intervento facendo il finto tonto (cosa che gli riesce benissimo, in fondo È tonto). L'ultima è che siamo in ballo da un mese con la lavastoviglie che sta tirando le cuoia.
Al piano di sopra ci abitano i Simpson. Anzi, i loro vicini stronzi. Non che si litighi, badate bene, ma si sono appropriati indebitamente del vialetto; fanno cagare il cane in giardino, rendendolo inutilizzabile per Davide; fumano nell'ingresso; lasciano la luce dell'ingresso accesa (a parte che la cosa è irritante in sé, la luce finisce per entrare in camera di Davide); sono rumorosi; sono in gran parte 'gnuranti e 'ntipatici (credo che in questa considerazione siamo cordialmente ricambiati)
Insomma, al di là di tutte le considerazioni sul perché sia bello avere un posto da chiamare proprio eccetera eccetera, si vedrà che, messi i punti sopra sul piatto della bilancia, noi traslochiamo perché... STIAMO SCAPPANDO!
Che uno dice il tuo nome e al massimo si sente rispondere "Ma che, esiste tipo una chitarra elettrica che si chiama così?"
In realtà, quella chitarra è il coronamento di una tua intuizione: un giorno ti sei svegliato e, insoddisfatto del suono delle chitarre elettriche dell'epoca (tutte con cassa di risonanza), che trovavi troppo morbido, hai preso un asse e ci hai fatto una chitarra elettrica a corpo solido. Oggi, novantanove chitarre elettriche su cento derivano da quest'idea, e il modello che porta il tuo nome è un classico che, se d'annata, spunta prezzi impossibili.
Ancora meno si sa che tua fu un'altra intuizione da niente, quella che ti ha portato a prendere uno di quei moduli di memoria con le bobine che si vedevano nei centri di calcolo di sessant'anni fa, modificarlo qua e là e usarlo come registratore multitraccia. La registrazione moderna non sarebbe possibile senza questa bella pensata.
Ma forse a te piacerebbe più che si dicesse come, fino a poche settimane fa, nonostante i novantaquattro anni e due dita rallentate dall'artrite, ancora ti facevi il palco di uno dei templi newyorkesi del jazz una sera per ogni settimana che dio mandava in terra. Su quel palco con te c'è salito il gotha della chitarra, tutti immancabilmente con la faccia che diceva "non ci posso credere che stavolta è toccata proprio a me".
Caro il mio Les Paul, un saluto sincero. Chissà le risate che vi farete, tu e Leo Fender, alla faccia di noi che ancora litighiamo su chi di voi due avesse tirato fuori la chitarra migliore.
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