Storie di temporanea emigrazione

   Con un piede da una sponda e uno dall'altra dell'Atlantico

 











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Your result is: Calvin Calvin
Take What comic character are you?


venerdì, 26 giugno 2009
 

Io preferisco ricordarlo così...

...quando ancora l'unica cosa che si  poteva dire vedendolo era "Accidenti, che bravo!!!", senza altre considerazioni.

 

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lunedì, 22 giugno 2009
 

And the winner is...

Beh, visto che il vincitore non si è visto e in compenso Tortadimele e Zauberei dicono di aver beccato entrambe il 100.001, mi pare di capire che si siano scippate a vicenda il fatidico centomila. Ergo, le dichiaro vincitrici entrambe a pari merito. Fra l'altro, a Tortadimele già spettava una rivincita causa tremendo autogol col vino la volta che è venuta a pranzo da noi e Zaub merita comunque qualche festeggiamento per lo Zauberpargolo, quindi c'è una forma di giustizia in tutto ciò.
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venerdì, 19 giugno 2009
 

Conto alla rovescia

Se a qualcuno va di mettersi a ricaricare freneticamente la mia home page per quelle 354 volte, il contatore ShinyStat è arrivato alla bella cifra di 99.656 visite. Il centomillesimo vince un viaggio a proprie spese in Massaciasetts per venire a cena da noi.

Errata corrige: si partiva da 99.646. Nel frattempo si è andati avanti di poco meno di una ventina. Daidaidaidaidai!!!

Edit: provo a vedere se, mettendo il contatore di ShinyStat anche qui, si riesce ad innescare un circolo virtuoso

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giovedì, 18 giugno 2009
 

Semplicissimo

Dunque, in certe parti del Piemonte hanno una pasta fresca che si fa a polliciate. Si spollicia una pallina di pasta, deve diventare come un'orecchietta ma più allungata (c'è chi azzarda un'origine comune). L'arte è strisciare il pollice sul piano in legno in modo tale che la pasta faccia delle caratteristiche rughette, per raccogliere meglio il sugo. Tradizionale è servirle condite col sugo d'arrosto di vitello: mantecate nel sugo con parmigiano e acqua di cottura e via in tavola.

Non sapendole fare, ho usato le orecchiette. E non avendo sugo d'arrosto di vitello ho usato del sugo di stufato di manzo. Ottime.

Ah, il sugo di stufato? Non ce l'avete per le mani? Semplice. Prima cosa, fatevi invitare a una festa dove sono previste una quarantina di persone. Decidete che farete hamburger, perché non avete la minima voglia di svenarvi per portare bistecca per tutti. Aspettate che il giorno arrivi e scoprite che pioverà, mandando il discorso griglia a farsi benedire. Che fare che costi poco? Esatto, stufato.

Procuratevi quindi circa tre chili di carne di manzo, la parte deve essere bella grassa e ricca di tessuto connettivo. A Roma, la mia preferita è nota come "sora", in subordine il "campanello". No, non ho idea come si chiamino altrove. Tanto non lo so neanche qua: guardatela e basta, deve essere quella carne che MAI vi sognereste di fare in padella o grigliata. Fatela a cubetti di un 5 cm di lato.

Prendete due pentole a pressione (in una tutta questa carne non c'entra) mettete un po' d'olio sul fondo e, procedendo a un po' per volta, rosolate tutta la carne a fiamma media. Non riempite il fondo di carne, un solo strato e neanche stretto, se no vi viene lessa. A mano a mano che la carne rosola, mettetela in un contenitore di dimensioni adeguate.

A parte avrete tagliato a pezzotti due carote, due costolone di sedano (non buttate le foglie, sono profumatissime!), due cipolle, quattro scalogni e due spicchi d'aglio. Avrete inoltre ammollato in acqua calda due manciatone di funghi secchi, aperto una piccola latta di pomodoro a pezzettoni, preparato due bicchieri di vino rosso e snocciolato e asciugato dalla salamoia una manciata prudente di olive nere (a me piacciono le Kalamata).

Fate appassire carotecipolleagliscalognisedani nell'olio e nel fondo rimasti nelle due pentole dalla rosolatura della carne. Aggiungete la carne, salate e pepate. Aggiungete poi tutti gli altri ingredienti, compresa l'acqua dei funghi, il vino e il sugo eventualmente tirato fuori dalla carne mentre è rimasta ad aspettare di tornare in pentola, e finite con tanta acqua quanta ne serve ad arrivare un dito scarso sotto i pezzi più sporgenti della carne (coprendone quindi la maggior parte). Regolate prudentemente di sale, chiudete le pentole e fate cuocere un'ora scarsa.

Fate a cubetti quattro grosse patate. Aprite le pentole e dividetevecesele dentro le patate. Aggiungete acqua se serve, mescolate, richiudete e fate cuocere altri quindici-venti minuti. Servite in tavola, lasciate che gli ospiti si servano a piacere. Vi saranno rimasti pochi pezzetti di carne, qualche fungo, tre cubi di patata e un buon 350 cc di sugo. Date la carne e le patate a Davide per pranzo, saltate le orecchiette appena scolate al dente nel sugo scaldato in una padella, aggiungete una manciatona di parmigiano, mantecate e portate in tavola.

Come dicevo, semplicissimo. Fatemi sapere com'è andata.

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Che c'entrano...

...i Doors, che mi rifiuto di pensare di dover spiegare chi sono, con Craigslist, ossia il mercato delle pulci online più famoso d'America, dove i Bostoniani (e specialmente Pigrazia) trovano lavoro, casa, automobile, mobili, suppellettili, band, e altre persone ci trovano persino amicizia, amore, sesso?

Beh, magari per noi niente, ma per "Weird Al" Yancovic evidentemente qualcosa c'entrano. Alle tastiere, Ray Manzarek sui quisque. Buona visione.

 

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martedì, 16 giugno 2009
 

Barbie Boy

Barbie Boy non si chiama così perché sia gay o abbia atteggiamenti effemminati (è stranamente sposato) ma perché, pur avendo lo stesso numero di capelli di Bostoniano, li porta lunghi fino al sedere, raccolti in una bionda coda o sciolti a effetto covone.
Barbie Boy ha un'età apparente fra i tardi trenta e i tardi quaranta. Faccia da studente delle medie di quelli timidi e asociali, occhiali, perennemente vestito con camicia bianca, golfino blu (se fa freddo), pantaloni avana e scarpe da ginnastica nere da americano pensionato in gita turistica.
Barbie Boy canticchia continuamente fra sé e sé qualunque cosa faccia, si sospetta che smetta solo davanti a un computer.
Barbie Boy gira spesso senza scarpe.
Barbie Boy va ANCHE IN BAGNO senza scarpe (lascio a voi la soluzione dell'addizione "Barbie Boy senza scarpe" + "gocce di urina per terra").
Barbie Boy l'inverno gira con un formalissimo cappotto blu (l'unico che abbia, credo) e un cappello da giullare in pile multicolore con tanto di sonagli.
Barbie Boy una volta si dice che sia scappato urlando dal suo ufficio e abbia trascorso mezz'ora nel parcheggio, rientrando solo dopo essersi calmato. La teoria più accreditata è che stesse partecipando a un gioco di ruolo on line e che il suo personaggio sia stato ucciso.
Barbie Boy una volta si dice che era sul palco durante una delle riunioni plenarie trimestrali e che, in un momento di distrazione, abbia mandato l'indice in spedizione speleologica nelle narici. I più cattivi sostengono che anche le qualità organolettiche dei campioni raccolti siano state debitamente testate (pubblico stimato, un centinaio di persone).
Barbie Boy una volta stava arrivando alla mensa mentre Bostoniano stava pagandosi il pranzo. Fu così che Bostoniano udì una cassiera dire all'altra "Oh, no, eccolo che arriva". Quella serpe di Bostoniano disse: "Chi dite, Barbie Boy?" "LO CHIAMATE COSI'???" "Eh..." Ora le cassiere sono al corrente del soprannome, mentre Bostoniano deve assolutamente farsi raccontare che cosa, nei pochi mesi di anzianità che avevano accumulato, le avesse già portate a dire di Barbie Boy "Oh, no, eccolo che arriva".
Barbie Boy è con l'azienda da una vita, è vicepresidente, gestisce un reparto di sviluppo di qualcosa di non esattamente semplice e ha nove persone che dipendono da lui.

Barbie Boy oggi era in bagno senza pantaloni. Stava sciaquando qualche macchia dai medesimi nel lavandino, canticchiando, immemore e indifferente agli sguardi di non meno di tre astanti (Bostoniano compreso).
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lunedì, 15 giugno 2009
 

Certe coscienze non si scuotono...

Il cantante, ovvero destinatario numero 1 del messaggio di cui al post precedente:

"Devo astenermi dal voto fino alla prossima prova. Devo capire se riesco a cantare queste canzoni con la stessa energia che avevo. Il problema è puramente tecnico, non emotivo. Ciò detto, il piano relativo a prove e concerti è quanto di più flessibile possa mai sperare di trovare in una band. Se quindi riesco a cantare in maniera che io ritenga accettabile, va bene per me proseguire in base al piano originale."

Come rispondere a una cosa del genere? Qualcuno si ricorda quello sketch di Marco Messeri a Tunnel in cui faceva l'esperto politologo invitato a commentare su un qualche politico? In cui lui si limitava a ripetere il nome del politico facendo diverse facce e diverse intonazioni? Non l'ho trovato su Youtube, ma ecco, immaginatemi mentre ripeto il nome del cantante come un mantra, il mio cervello occupato a ripassare le varie, lentissime, dolorosissime opzioni a disposizione per sopprimerlo...
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Lettera

Ciao a tutti.

Dunque... in seguito ad alcuni episodi verificatisi durante gli altrimenti fin troppo calmi mesi scorsi e alcune conversazioni che abbiamo avuto nelle scorse settimane, è capitato che il bassista e io ci siamo sentiti e abbiamo discusso le aspettative e i desideri che abbiamo nei riguardi della band.
E ci siamo resi conto che un anno fa eravamo molto più vicini di ora a dove vorremmo essere. Eravamo partiti con un piano, che era "un concerto al mese, una prova fra concerti, ed eravamo disposti ad accettare una occasionale guidata un po' lunga per suonare in un locale dove valesse la pena. Non ci saremmo dannati l'anima per suonare più di una volta al mese ma nemmeno avremmo rifiutato concerti.
Ora, non è importante come si sia arrivati a questo punto, ma l'attuale stato di cose è che abbiamo rifiutato qualcosa come 6 concerti, mettersi d'accordo per provare è un problema e poniamo ogni sorta di condizioni. E abbiamo deciso che questo non ci soddisfa.

Quanto sopra ci porta a questo messaggio, inviato da me puramente perché così concordato ma che di fatto ricapitola il pensiero di entrambi: chi ci sta a continuare perseguendo quello che vorremmo fare è il benvenuto a rimanere. Ma se per caso quello che stiamo chiedendo è troppo, vi chiediamo di dirlo chiaramente. Nessun problema di ordine personale: chi non dovesse desiderare continuare sarà sempre considerato l'ottima persona e l'eccezionale musicista che abbiamo imparato a conoscere, e le sue motivazioni assolutamente comprese e rispettate: solo, abbiamo chiaramente obiettivi differenti, il che ci impedisce di continuare assieme.

Prima di decidere se venerdì ci saranno o meno delle prove, per favore, pensateci su e fateci sapere se intendete proseguire nei termini del piano originale: un concerto al mese, una prova fra concerti, occasionalmente qualche prova in più per studiare nuovi pezzi, di tanto in tanto un concerto in posti più lontani.

Saluti
Bostoniano & Bassista

________________________________

E speriamo che qualche coscienza si scuota se no, per dirla col Mint, "That's all, folks".
Un altro faticoso parto di Bostoniano | Permalink | 18:56 | commenti (7)
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venerdì, 12 giugno 2009
 

Housekeeping

Dunque, ogni tanto guardo nella mia barra dei link e mi rendo conto che, con mio sommo dolore, alcuni dei blog che linko non stanno producendo nulla da un sacco di tempo. Qualcuno ha dichiarato forfait (Mint, zitto tu là in fondo), qualcuno lo sta dando da pensare. Fatto sta che mi sembra buffo avere link a siti "morti" o in animazione sospesa.

Che nessuno quindi se la prenda se si vede sparito. Siete tuttora nei miei Preferiti, quindi se aggiornate lo vedo e vi reintegro di corsa.


("Ma perché devi offrire questa spiegazione?" "Sai, in passato qualcuno c'è rimasto male"...)
Un altro faticoso parto di Bostoniano | Permalink | 20:55 | commenti (22)
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martedì, 09 giugno 2009
 

Torna il bel tempo

E, col bel tempo, la possibilità di grigliare. Stasera ho provato due cose: a mettere la carne sotto salamoia un paio d'ore prima di cuocerla per tenerla più succosa (la mia ignoranza non mi ha consentito di rendermi conto di grosse differenze). Ricetta quasi banale: tre cucchiai di sale in mezzo litro d'acqua, messe tre costolette di maiale in una busta di quelle a chiusura ermetica, dentro l'acqua e via, in frigo. Due ore così, poi asciugate, unte lievemente, asperse con il mio SEGRETISSIMO misto rosticceria (e va bene: quattro cucchiai di sale grosso, due di pepe nero, uno di semi di finocchio, uno di rosmarino, uno spicchio d'aglio mondato del germoglio, mezzo cucchiaINO d'olio, frullare fino a sparizione di aglio e olio in una polvere grossolana).
Poi ho provato a vedere se si possono grigliare gli asparagi senza prima sbollentarli (si può): puliti dalla parte dura, conditi con olio, sale e pepe.
Si prepara la brace cercando di creare una piccola zona molto calda e una grossa zona meno calda, si scalda bene la griglia e si dispongono costolette e asparagi sulla zona meno calda. Il tutto va controllato affinché non carbonizzi, in particolare gli asparagi devono essere spostati e girati spesso (ma il tutto non prende più di un quarto d'ora). Il bello di avere la zona più calda è che alla fine, se la carne è rimasta un filo pallida, si può rosolarla velocemente senza asciugarla troppo dentro semplicemente spostandocela sopra.
Se posso dare un consiglio: un chilo di asparagi e quasi altrettanto di maiale per due sono TROPPO!
Se posso dare un altro consiglio (riservato a chi ama i vini che non si concedono proprio subito): sono rimasto sorpreso dal Ramitello 2004, di tale Di Majo Norante, praticamente unico produttore di rilievo del Molise. Una giusta frutta, niente zuccheri fuori luogo, un grado alcolico sostenuto ma non spropositato.

Miiiii, che post serio... Vabbè, smaltiamo le elezioni e vediamo di regolarci
Un altro faticoso parto di Bostoniano | Permalink | 02:30 | commenti (19)
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