Storie di temporanea emigrazione

   Con un piede da una sponda e uno dall'altra dell'Atlantico

 











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martedì, 27 gennaio 2009
 

Ladruncoli

Interno sera, circa le 18. Il tepore della casa è reso ancora più piacevole dai nove sotto zero lasciati fuori della porta. Pigrazia sta rubando un attimo di calma ed è seduta davanti al computer. Davide armeggia in cucina, svuotando coscienziosamente sportelli e sbattendo per terra le pentole da essi estratte.

A un certo punto, Pigrazia si rende conto che dalla cucina proviene un silenzio sospetto. Si alza e va a controllare: come ogni genitore sa, troppo silenzio non è mai un buon segno.

In cucina, lo spettacolo che le si propone è Davide sdraiato per terra di schiena, il viso rivolto al lampadario, come se stesse prendendo il sole. Nella mano, una mela smozzicata in più punti, frutto che normalmente evita. Come vede entrare la madre la guarda, le sorride, mostra la mela e punta un dito sulla guancia, a significare che la mela è buona.

Ovviamente, nessuno ha avuto il coraggio di dirgli che non si deve prendere la roba di straforo.

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bostonians household


lunedì, 26 gennaio 2009
 

Usi e costumi

Sapere che alla cena dove ci avevano invitato c'erano dei conoscenti israeliani e quindi cercare un vino israeliano per fare loro una sorpresa è stato un atto cosciente

Che il vino fosse anche decente è stato un risultato cercato e auspicato, per quanto non del tutto scontato date le mie limitate conoscenze dei vini di quell'area

Che il vino fosse non soltanto kosher ma anche mevushal (pastorizzato), così che anche l'ebreo ortodosso ha potuto berlo nonostante lo avesse aperto un goy (io), ammetterò, è stato puro culo

È difficile essere ebrei (cit.) Aggiungerò: è anche difficile averci a che fare, se si vogliono rispettare le loro idiosincrasie
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varie


giovedì, 22 gennaio 2009
 

La logica?

Che, anche se mi causa l'orticaria, il discorso ke 1 scrive tt così xké nn si usano tanti caratteri mi può stare bene in un SMS. Al limite, te lo passo anche nelle email perché sei pigro e fai più veloce.

Ma mi si spieghi una cosa: lo spazio risparmiato serve a farci entrare tutte quelle vocali tipo "Ma daaaaaaaaaaaaaaaaaaiiii!!!" ?

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brontolii da matusa


lunedì, 19 gennaio 2009
 

No, per dire...

Oggi si festeggia il Martin Luther's King Day. Il che significa che le scuole sono chiuse, gli uffici no. Il che vuol dire che, avendo io per contratto più ferie di Pigrazia, sono qui a babysitterare il nano. Quale miglior giorno, direte voi, per cazzeggiare su Splinder inondandoci di post?






Qualunque altro, risponderò io.

(festa di compleanno andata benone, anche se solo con metà degli invitati perché è arrivata una marea di neve. Sono comparsi sul banco del buffet pasta al forno con pomodoro, provola e polpettine, pizza di scarola, brioche rustica, sfincione, gamberetti lessi da intingere in salselle varie o già conditi in ceviche con cipolla rossa e peperoncino fresco piccante, salmone affumicato, verdure crude con salselle da intingimento, piatto di olive greche, salame e formaggio, e torta di cioccolato. Alla faccia degli assenti)
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varie, demenzialitĂ , bostonians household


venerdì, 16 gennaio 2009
 

Solo una bozza...

...ma gustosa. Sia la bozza sia (spero) l'evento a cui è relativo il manifestino

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musica, vanterie


mercoledì, 14 gennaio 2009
 

Offida

Offida è un paese sulle colline dell'ascolano, noto per i merletti a tombolo, la festa de lu bove fint', la sagra della focaccia ripiena e gli oggetti di steli di graminacea intrecciati. In particolare, fanno dei fantastici cestini sovrapposti, uno a tenuta praticamente perfetta, l'altro con il fondo chiuso da sottili cannucce leggermente scostate, che servono a infarinare il pesce per la frittura. Una meraviglia: si mette la farina nel cestino chiuso, ci si mette dentro il pesce, poi si passa il pesce nel cestino col fondo aperto tenendo quello col fondo chiuso sotto e si sgrulla il tutto. La farina necessaria a infarinare resta attaccata al pesce, l'altra se ne va dal fondo e viene recuperata nell'altro cestino.

Che è un modo semplice e delizioso di preparare materie prime di qualità. Come diceva ieri sera Anthony Bourdain, ex chef e ora autore/narratore di programmi di viaggi a sfondo culinario, certe volte la cucina italiana non è fare chissà che trasformazione, ma prendere un ingrediente fantastico e "try not to screw up".

Il che mi riporta al fatto che stasera mi ritrovavo un po' di quei gamberetti del Maine, la cosa migliore e più economica che si possa trovare qui: pescati in mare (niente allevamento), spediti freschi senza surgelarli, costano meno di dieci euro al chilo. Purtroppo sono estremamente stagionali: si trovano da adesso a metà febbraio, poi finita la festa.

Il cestino di Offida non ce l'ho, ma un colariso giapponese e una ciotola ne hanno fatto benissimo le veci. Infarinati circa mezzo chilo di gamberi puliti e una zucchina tagliata a julienne fine con la mandolina. Caricata di olio la mia adorata padella di ghisa (cinque chili di padella che non va in lavastoviglie e non va lavata col detersivo, ma che meraviglia), fritto il tutto e servito con un'insalatina di belga tagliata sottile e condita con olio, limone e capperi.

Meritava il primo post dell'anno.

Un altro faticoso parto di Bostoniano | Permalink | 03:41 | commenti (40)
varie, ricette




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