Storie di temporanea emigrazione

   Con un piede da una sponda e uno dall'altra dell'Atlantico

 











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Your result is: Calvin Calvin
Take What comic character are you?


martedì, 30 dicembre 2008
 

Completiamo con prova grafica

Velocissimo post di fine anno per completare il mio post dedicato a Pazienza del giugno scorso. A suo tempo avevo citato una vignetta che mi aveva fatto sentire in particolare sintonia con Pompeo, ma senza poterla produrre. Grazie ai buoni uffici del mio mentore fumettista preferito (nonché batteriere nonché caroamico e quant'altro), sono ora in grado di pubblicare la vignetta in questione. Con mia grande soddisfazione e con auguri di buon anno a tutti.

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varie, arte, memorie da matusa


venerdì, 19 dicembre 2008
 

La fortuna è cieca ma la sfiga ci vede benissimo

Vado ordunque a elencare:
  • Ieri sera, la scuola di Davide aveva anticipato appositamente l'evento natalizio perché potessimo partecipare. L'invito diceva: "mostra collettiva dei disegni dei bambini, ore 6-8". Ci presentiamo alle 7.10. Salta fuori che era una specie di recita, era già finita e stavano tutti sulla porta.
  • La notte, Davide tossisce come un mantice. Lo teniamo a dormire con noi, combattendo per ogni centimetro quadrato di cuscino. Verso le quattro e mezzo, alla decima zuccata, mi arrendo e monto il lettino e finalmente IO riesco a dormire (Pigrazia no)
  • In ogni caso, Davide scotta. Termometro. Centodue e sei. Cioè? Trentanove e due. Vai col tylenol.
  • Stamattina, con Davide che sta male, non si può portarlo a scuola. Noi dobbiamo lavorare entrambi a tappeto, Pigrazia in particolare è funestata da problemi e, ognuno che ne chiude, se ne aprono due.
  • Davide OVVIAMENTE non può stare tranquillo, visto che ci farebbe un gran comodo, anzi: dimentico delle magagne notturne, saltapicchia e si impiccia di tutto, tutto smonta, tutto nasconde e tutto assaggia. Trovata la bottiglia del Benadril e appurato che non è stata chiusa bene, si attacca a canna (Pigrazia è rapidissima a cacciargli un dito giù per la carotide e farlo vomitare, cosa che lui non gradisce proprio). Il centro antiveleni per fortuna conferma che il dosaggio non è ancora preoccupante.
  • Alle undici ricevo un'email: "Ma viaggiate con Alitalia? Perché ho visto che, in seguito alle agitazioni, hanno cancellato il Roma-Boston..." Chiamo Delta, con cui PER FORTUNA abbiamo acquistato il biglietto. Non sanno nulla. Il sito Alitalia sostiene che tutto è regolare. Pare che ieri sera non sia partito il Boston-Roma, che potrebbe significare che l'aereo è qui e, anche se è saltato il Roma-Boston, il nostro POTREBBE anche partire.
  • Siamo alle ultime battute col taxi in arrivo, il sito Alitalia che ancora dice tutto regolare, il lavoro piantato a dove si può e il pranzo saltato. In qualche momento nella mezz'ora precedente, Davide deve aver trovato il cellulare italiano di papà, preparato assieme a soldi, passaporto e biglietti. In effetti il cellulare ha tutt'altro fascino quindi, ignorate le altre cianfrusaglie, lo nasconde in un posto sicuro. Non verrà più ritrovato (essendo spento). Naturalmente, quel cellulare trabocca letteralmente di numeri di importanza vitale.
  • Arrivati in aeroporto, ci accoglie trionfale l'annuncio che il volo è cancellato per davvero. Non resta che farci cambiare il volo a un altro giorno e altro vettore, perdere altri due giorni qui - esponendoci al rischio delle tempeste di neve in arrivo da stanotte - e tornarcene a casa. Il cambio del volo porta via solo un'altra oretta, che qui le cose si fanno CON CALMA.
  • Davide gioca con la bilancia delle valigie al banco. Per convincerlo a scendere, Pigrazia lo prende per una mano. Davide cade e si storce un braccio. Strilla come un'aquila per un buon cinque minuti.
  • Altro taxi per tornare a casa. Alla fine, far fare a sei valigie e due persone e un po' la passeggiata turistica in aeroporto costerà 120 dollari, cent più, cent meno.
  • A casa, Davide tiene il braccio inerte lungo il corpo e non se lo fa toccare. Solita telefonata al solito centro medico che prenota la solita visitina al pronto soccorso, dove gli faranno fare "pop" al gomito per rimettere a posto l'articolazione. Pigrazia, sull'orlo delle lacrime da stamattina, guarda fisso nel vuoto con la bocca che sorride e gli occhi disperati, espressione che indica crisi profondissima.AGGIORNAMENTO: mentre vestivamo il piccolo commediante ci siamo accorti che il braccio era tornato a posto da solo. Per ora, niente pronto soccorso. Speriamo vivamente di risparmiarci almeno questa...
Si capirà che a uno non resta molto da fare: o prendere un mitra, andare in un posto affollato e iniziare a sparare a tutti urlando e piangendo, o farci su un post.
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bostonians household


mercoledì, 17 dicembre 2008
 

Per amore, solo per amore

A te, l'agnello non piace. È solo per loro due che comperi il carré d'agnello neozelandese.

A te, quell'intenso odore pecoroso dà proprio fastidio. È solo per lei che non levi neanche il grasso e affronti il fumo del carré sulla griglia rovente, spolverato di sale e pepe e cotto lasciando l'interno rosso che secondo te ancora bela.

A te, il ridicolo e inefficiente mortaio comprato da Ikea sta veramente antipatico. È solo perché lei ti ha detto che le sembrava una buona idea preparare un condimento con la menta rimasta in frigo che ti metti a pestare in quel coso una manciata di foglie di menta, una grattatona di scorza di limone, un piccolo spicchio d'aglio e del peperoncino per poi montare a salsa la poltiglia con un cucchiaio d'olio e uno di limone.

Meno male che poi lei ha gradito il suo carré d'agnello grigliato con chimichurri di menta.

Ah, sì: io un hamburger. Ah, Davide: il suo pezzo di carré, debitamente sgrassato, è andato in forno con le patate.
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ricette, bostonians household


martedì, 16 dicembre 2008
 

Devo essere stanco...

Ti può venire un moto di profonda tristezza perché scopri improvvisamente che un tizio che non conosci e il cui lavoro ti ha sempre interessato molto marginalmente ma che è innegabilmente un caposcuola è morto, senza che tu lo sapessi (e quindi senza clamori) a 43 anni, nel modo idiota in cui solo gli incidenti sanno essere, la bellezza di undici anni fa?

Con tanto di imprecisione al minuto 2.37, alla faccia dei precisini: Michael Hedges, Preludio alla Suite n.1 per violoncello in sol maggiore di Johann Sebastian Bach. (Sì, Zaub, ci sono arrivato rimbalzando in giro dal tuo post).

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varie, musica


lunedì, 15 dicembre 2008
 

L'invidia spiegata a mio figlio (mentre aspettiamo che mamma torni)

Vediamolo con un piccolo esempio.

L'azienda per cui lavora papà (multinazionale da un miliardo di dollari di fatturato annuo per circa tremila dipendenti sparsi in una ventina di sedi in tutto il mondo) non fa una festa di Natale ufficiale. Un gruppo di volenterosi, giovedì scorso, ha organizzato una festicciola "ognuno porta qualcosa" tenuta in pausa pranzo in una delle sale riunioni, e questo è stato tutto.

L'azienda per cui lavora mamma è una piccola agenzia di traduzioni con sedi in un paio di paesi, forza lavoro stimabile in un centinaio di persone e fatturato su qualche milioncino di dollari all'anno. In occasione delle feste, l'ufficio di Boston organizza una cena a spese dell'azienda in uno dei migliori bistrot francesi della città, del quale papà ha netta la memoria di uno splendido "confit de canard", uno dei suoi piatti preferiti in questo scorcio di secolo.

Ecco, quella che papà prova in questo momento nei confronti di mamma è l'invidia. Chiaro?
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demenzialitĂ , bostonians household


domenica, 07 dicembre 2008
 

Epifanie

Sei lì nella libreria con Davide. Il quale guarda gli scaffali con un'espressione di gioia, inizia a girare, carezza i libri, li tira fuori emettendo un gridolino ripetuto che, dopo un po', ti rendi conto essere: "A-book!".

E capisci che non farà mai il calciatore né l'amministratore delegato, con buona pace del tuo piano-pensione.
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varie, bostonians household


giovedì, 04 dicembre 2008
 

Aderisco al meme: parla di tuo nonno

Pare che qui si stia lanciando un meme. Per "qui" intendo qui e qui. Ah, se vogliamo il meme ha anche una madre nobile, qui. Che dire, è proprio dei vecchi dire "un tempo sì che", quindi non lo dirò, ma certi pensieri passano per la testa.

E insomma, la mia dose di nonni notevoli ce l'ho anche io. Che potrei parlare di quello a suo tempo famoso, che di materiale ce ne sarebbe. Ma invece parliamo dell'altro, anche perché quello famoso non ho avuto il privilegio di incontrarlo mai.

Che non era affatto famoso. Il che non vuol dire che non fosse a suo modo un personaggio in vista: la sua famiglia, ebraica come molte delle famiglie italiane più antiche, era benestante da generazioni e aveva anche espresso un sindaco (o più, ora non ricordo) della cittadina lombarda in cui risiedevano. Benestanza che nonno, raro esemplare di ebreo assolutamente privo di senso pratico, riuscirà a ridurre gradualmente e inesorabilmente.

Nel 1918 decide che lui l'imboscato non lo fa. Prende, entra negli alpini e se ne va a combattere. Tornerà con un sacco di ricordi, qualche decorazione, una pensione che lascerà inopportunamente al corpo (che in seguito non si farà impietosire dalla vedova indigente ma se la terrà stretta) e un gusto per la grappa che lo accompagnerà a lungo.

Rampollo, come si diceva, di una famiglia ebraica di alto lignaggio, decide che, alla faccia di tutte le brave ragazze ebree disponibili, a lui piace proprio quella cattolica là, sì, non una cattolica qualunque, quella che era pronipote del papa di vent'anni fa. La famiglia gli dice: "Pensaci. Se non te la sposi, ti regaliamo un bel viaggio intorno al mondo." "OK, ci penso. Datemi il viaggio." Se ne va intorno al mondo - stiamo parlando di un viaggio fatto nei primi decenni del Novecento, roba da piroscafo, mesi di navigazione e mesi di permanenza in loco, toccando Americhe, Africa, estremo oriente, insomma proprio un viaggio intorno al mondo di quelli da epoca d'oro dei viaggi, di cui adesso resta un magnifico libro di foto in toni seppia. Tornato dal viaggio dice: "Ci ho pensato, mi converto e me la sposo". E lo fa. Nel frattempo, il nano pelato ex socialista al potere allora fa passare le leggi razziali, il che ammorbidisce anche i genitori di nonno sull'opportunità che lui si converta per sposarsi una gentile.

Purtroppo, dopo un po' di tempo il baffetto crucco fa sapere al nano pelato che le leggi razziali hanno bisogno di un giro di vite. L'allegra famigliola si imbosca come può mentre il nonno si dà alla macchia. Naturalmente, visto che ricordava ancora qualcosina da qualche anno prima, si unisce ai gruppi partigiani già che c'è.

Tornato a casa, è il momento di mettere in pratica quella benedetta laurea in legge e quel titolo di avvocato che ha in saccoccia. Uno penserebbe. Nonno no, non lo pensa. Perché non sia mai che uno si trovi a difendere in buona fede un criminale. Non eserciterà MAI.

Nonno era daltonico. Piuttosto molto daltonico. Abbastanza daltonico da far verniciare la casa in campagna di un vermiglione ululante, convinto che fosse un fresco verde bottiglia. Salvo riverniciarla di un bel color mattone, che i più vedevano come un altrettanto ululante verde pisello che, alla prima pioggia seria, scolorì di nuovo diventando un verdolino malsano con chiazze rossastre della precedente vernice.

Nonno aveva delle sue idee precise sull'allevamento dei bambini. Una volta che Bostoniano era arrivato dalla capitale alla ridente cittadina del nord dopo otto ore di viaggio in treno estivo e aveva una sete da deserto in bocca, chiese timidamente al nonno se poteva bere. Infatti, qualunque adulto lo circondasse a quell'epoca, più Bostoniano aveva sete, più gli diceva che non doveva ancora bere e quando lo faceva di farlo poco e lentamente, se no gli sarebbe preso un accidente. Nonno disse: "Se hai sete, DEVI bere. E Bostoniano poté sdraiarsi sedici bicchieri in rapida successione. Nonno poi al mare concedeva i ghiaccioli, senza cercare di depistare Bostoniano sulla pizzetta rossa. Nonno poi pensava che era bene abituare i bambini da subito a certe cose. Ogni giorno, dopo pranzo, si prendeva la sua grappa alla pera e lasciava che Bostoniano ci intingesse un dito e l'assaggiasse.

Nonno abitava lontano e si vedeva solo un paio di mesi all'anno. Nonno se n'è andato presto, e a Bostoniano sembra di averne potuto trattenere troppo poco.
Un altro faticoso parto di Bostoniano | Permalink | 03:08 | commenti (28)
varie, memorie da matusa


lunedì, 01 dicembre 2008
 

Il Ringraziamento? Da dimenticare

Perciò dimentichiamolo. Ecco quindi un video istruttivo che risponde alla domanda: e se la matrice girasse su Windows?

Un altro faticoso parto di Bostoniano | Permalink | 14:42 | commenti (24)
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