Storie di temporanea emigrazione

   Con un piede da una sponda e uno dall'altra dell'Atlantico

 











Io sono:


Visito questi:
archivio
oggi
novembre 2009
ottobre 2009
settembre 2009
agosto 2009
luglio 2009
giugno 2009
maggio 2009
aprile 2009
marzo 2009
febbraio 2009
gennaio 2009
dicembre 2008
novembre 2008
ottobre 2008
settembre 2008
agosto 2008
luglio 2008
giugno 2008
maggio 2008
aprile 2008
marzo 2008
febbraio 2008
gennaio 2008
dicembre 2007
novembre 2007
ottobre 2007
settembre 2007
agosto 2007
luglio 2007
giugno 2007
maggio 2007
aprile 2007
marzo 2007
febbraio 2007
gennaio 2007
dicembre 2006
novembre 2006
ottobre 2006
categorie
also spracht bostoniano
amarcord
arte
autofustigazioni
bostonians household
brontolii da matusa
coccodrilli
coffee club
demenzialitĂ 
foto
giochi
incazzature
itaglia
la merica
lavoro
le fisse zoofile di bostoniano
libri
manducatio
memi
memorie da matusa
musica
post-ospitalitĂ 
ricette
ristoranti
scandali al sole
segnalazioni
stupore e impotenza
teh intarweb
vanterie
varie
commenti recenti
Salvietta150x40 in Ma sapete che...
Bostoniano in Ma sapete che...
yetbutaname in Dai, sbalordite un p...
yetbutaname in Ma sapete che...
cinas in Ma sapete che...
winterblossom in Dai, sbalordite un p...
LoadingMind in Ma che diamine
katika in Ma che diamine
Bostoniano in Ma che diamine
utente anonimo in Ma che diamine
Siete passati di qui in
*loading*
  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami
Devo dirlo? Devo proprio dirlo? Vabbè, lo dico. Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001 Le immagini inserite in questo blog sono personali o tratte da Internet; qualora la loro pubblicazione violasse eventuali diritti d'autore, vogliate comunicarmelo via email a sb170165 (chiocciolina) gmail (punto) com e saranno subito rimosse.

Oh, e poi: il blog è coperto da licenza Creative Commons. Usate pure quello che vedete se vi va, ma notificatemelo (sempre a via email a sb170165 (chiocciolina) gmail (punto) com), non modificate quello che prelevate e citate la fonte. Non è chiedere molto, no?

Creative Commons License
Storie di temporanea emigrazione by Bostoniano is licensed under a Creative Commons Attribuzione 3.0 Unported License.

Your result is: Calvin Calvin
Take What comic character are you?


mercoledì, 31 gennaio 2007
 

La festa che tutti stavate aspettando!


Beh, siete ancora lì? Oggi è il "National Gorilla Suit Day"! Tirate fuori il costume, arieggiatelo per togliere l'odore di naftalina dal pelame e andate di porta in porta a coinvolgere i più pigri!

No, se volete saperlo, non c'è in giro neanche uno che lo stia facendo per davvero. Ma è un peccato...
Un altro faticoso parto di Bostoniano | Permalink | 19:21 | commenti (4)
demenzialitĂ , la merica


domenica, 28 gennaio 2007
 

Certa gente ha un sacco di tempo a disposizione...

L'esigenza di tenersi occupati è sentita persino dai più pigri. A questo punto, le possibilità sono varie
  • c'è chi si inventa un sistema per fare soldi
  • c'è chi impara un'arte e la mette da parte
  • c'è chi si mette a tenere un blog
  • c'è chi cerca porno sul Web
  • c'è chi coltiva il proprio misticismo
E c'è anche chi fa cose strane, che più sono inutili e più ci si impegna. Con auguri di buona visione:

STOP MOTION CON LE CANDELE

Un altro faticoso parto di Bostoniano | Permalink | 23:04 | commenti (12)
varie


venerdì, 26 gennaio 2007
 

Fa quasi ridere...

...che da queste lande, non esattamente note per un uso efficiente e ambientalmente conscio dell'energia, io raccolga la palla che mi manda Catepol di rilanciare l'iniziativa promossa da Caterpillar di dichiarare il 16 febbraio giornata internazionale del risparmio energetico. Ma, a pensarci bene, forse è proprio perché mi trovo in queste lande eccetera che il mio rilancio può assumere un valore particolare. E allora, facciamolo dai! Innanzitutto, il banner dell'iniziativa, per saperne di più:



Poi, che cosa farò io. Se fossi in un posto civile, rinuncerei a prendere la macchina per la giornata e cercherei di farlo meno in generale. Purtroppo, non sono in un posto civile: i quasi venti chilometri per tratta che mi separano dal lavoro significano tre quarti d'ora in macchina o tre ore con mezzi pubblici e piedi. Non guardare la TV? Già fatto, grazie. Spegnere il riscaldamento? Temo che il timido grado Farenheit di stamattina alle otto (leggi meno 18 celsius) significhi che Bostoniana e io, entrambi raffreddati, difficilmente passeremmo l'esperienza indenni. Però:
  • un bel giro per gli uffici attorno al mio prima di andarmene produrrà sicuramente una dozzina di luci spente in più, visto che sono circondato da gente che le lascia accese
  • gli alimentatori di laptop e cellulari, che bivaccano immemori nelle prese di corrente anche una volta esaurito il loro compito, possono essere disciplinatamente staccati
  • il frigo piccolo di scorta, preso in fretta e furia quest'estate perché quello grande si arrendeva al caldo facendoci marcire la roba, ora si trova in un ambiente la cui temperatura media è di sei gradi. Spegnerlo e trasferirci dentro cose che amano il fresco più del freddo (formaggi, verdure, vino bianco) è una cosa fattibile. Magari lasciarlo aperto no, c'è pur sempre il topastro che si aggira in quei dintorni che gradirebbe il regalo.
Beh, altre varie ed eventuali me le penserò. Per ora, mi limito a rimpallare a Pillow, Violacciocca e all'inquilina, con speranza che il catenone di san Splinder dia i suoi frutti.
Un altro faticoso parto di Bostoniano | Permalink | 19:14 | commenti (2)
varie, la merica


mercoledì, 24 gennaio 2007
 

Un cane che morde un uomo...

...non fa notizia, viceversa un uomo che morde un cane sì. Ed è proprio perché la cosa è altrettanto surreale che ho deciso di postare una ricetta trovata nientemeno che su una rivista AMERICANA di cucina (sic). La ricetta in questione è garantita vegan.

L'antefatto proposto dalla rivista è che l'autore si è rotto le scatole di cavolfiore bollito. Lo trova imbecille, spesso troppo cotto e, in quel caso, anche puzzolente. Considerate poi che gli americani sono tetragoni alla perfezione dell'olio e dell'aceto: loro mangiano le verdure scondite OPPURE strapiene di maionesi, aromi, chècciapp... Nel caso del cavolfiore, spesso finisce con chili di formaggio squagliato sopra (si parla di certi sani formaggi prodotti con gli scarti di lavorazione del polistirolo).

Dopo la premessa, il nostro chef si domanda  come rendere il cavolfiore più interessante (in tutte le ricette, questa rivista segue una trafila fastidio -> visione -> ricerca sofferta della soluzione -> successo -> esposizione della ricetta). Ecco che si è pensato quel tristo.

Accatta dunque un cavolfiore di un chiletto. Leva tutte le foglie, poscia con il trinciante fallo in otto spicchi uguali uguali. Prendi una teglia che contenga tutte le fette sdraiate. Spruzza olio, sale e pepe su una faccia delle fette, girale e ripeti sull'altra faccia. Sigilla bene la teglia con l'alluminio.

Scalda il forno a una duecentotrentata di gradi. Metti dentro la teglia e fai andare dieci minutielli. Apri, leva l'alluminio, butta un occhio se la parte delle fette a contatto con la teglia si sta bruciando - se sì, magari girale delicatamente con la paletta. Rimetti un dieci minuti nel forno senza carta. Quando sono dorate, girale a dorare dall'altra parte (se non l'hai già fatto).

A questo punto, la rivista parte con un'orgia di salse curry, maionese e calcestruzzo per rendere il piatto ancora più appetitoso. Secondo me, è autosufficiente così. Se PROPRIO vuoi, spruzzino d'aceto. Se sei un pervertitone, magari balsamico.

Tenero, burrosino, croccantiello... Inaspettato

Un altro faticoso parto di Bostoniano | Permalink | 02:53 | commenti (10)
ricette, la merica


martedì, 23 gennaio 2007
 

Giocablog. ViperaVenerea non lo sa...

...ma mi ha dato un'idea per un giochino. In un suo commento all'ultimo post, mi ha chiesto "Ma che dolci siete?" Poi ha chiarito che non si trattava di un test psicologico, ma nel frattempo a me è venuto il lampo. Perché no?

E così, penso di poter descrivere me stesso come un crumble di mele, o forse una una tarte tatin. Sì, direi proprio che la cosa mi si adatta.

Bostoniana? Boh, un tiramisu? No, meglio, un millefoglie allo zabaglione? Ci avviciniamo.

Presi insieme? Direi una Sacher. No, meglio ancora: la torta al cioccolato senza farina. Con cioccolata bella amara e marmellata di arance con grossi cionchi di buccia dentro, se serve allungata con un pochino di vino.

Raccogliete, se vi va, e ditemi dove lo avete postato che vengo a vedere.
Un altro faticoso parto di Bostoniano | Permalink | 20:33 | commenti (13)
giochi


lunedì, 22 gennaio 2007
 

Giusto coronamento di un giorno beatamente disorganizzato

Ore 21.00. Bostoniano è accucciato davanti al frigo.
Lui - Allora, te non mangi proprio nulla?
Lei - (arrivando dalla camera) No, non ce la faccio.
Lui - (soppesando un finocchio) Quasi quasi, mi faccio un po' di questo in insalata e poi del formaggio
Lei - Da Wholefoods avevano di nuovo i gamberi selvaggi del Maine a 4 e 99 la libbra... (guarda innocentemente verso di lui) A te non va proprio se facciamo un salto a prenderli, eh?
Lui - Cioè. Tu. Una domenica sera. All'alba delle 21. Vorresti che salissimo in macchina. Andassimo a comperare quei meravigliosi gamberetti pescati freschi freschi in mare e portati qua senza neanche congelarli. Magari prenderne, che so, una mezza chilata abbondante. Vorresti che li sbollentassi in acqua salata per una trentina di secondi e poi li tuffassi in acqua fredda per fermare la cottura. Magari, ti andrebbe di metterti lì a sgusciarli mentre io affetto sottile il finocchio, poi mescolo foglie di finocchio tritate, olive kalamata tritate, succo di limone, pepe, sale, olio toscano e ci condisco il tutto. No, dimmelo. Vuoi tutto questo, adesso. Con i meno 5 che ci sono fuori.
Lei - È l'unica cosa che penso che mangerei. Non ti va, eh?

---------------------------

Lei - Sai che quello del banco del pesce era un figone?
Lui - Se lo dici tu, ci credo. A me mancano gli strumenti per giudicare.
Lei - Comunque, mi piace un sacco quando, partendo da un finocchio in frigo, si prende e si organizza una cena così.
Lui - Questo Verdicchio è un po' una delusione...

---------------------------

Lei - Vedi che in fondo una libbra e mezzo non ne venivano tanti? C'è quasi più finocchio che gamberi. Poi, ne avanzano giusti per portarmeli in ufficio domani come pranzo
Lui - Se avessi dovuto servirli per quello che servono, cioè a mo' di antipasto, ci facevo otto persone.
Lei -  (inarca un sopracciglio)
Lui - Dici che si scannavano, eh?
Un altro faticoso parto di Bostoniano | Permalink | 04:28 | commenti (4)
varie, ricette, bostonians household, manducatio


domenica, 21 gennaio 2007
 

Lasciale a Bostoniana, le ricerche su Google...

Ovvero: il post con il più rapido ciclo di obsolescenza mai comparso sul blog. Neanche il tempo che uno dei lettori oltreoceano posti un'ipotesi (grazie al fuso orario, stanno tutti dormendo) che Bostoniana arriva con questo:

http://www.npr.org/templates/story/story.php?storyId=5570989

Il link per far partire l'ascolto è sotto il titolo. È lunghina ma... Non è una figata?
Un altro faticoso parto di Bostoniano | Permalink | 23:56 | commenti (2)
musica
 

Domanda musicale

Oggi ho sentito alla radio una clamorosa versione strumentale di "Darling Nikki" (Prince) per sezione fiati, con occasionale svisata di violino distorto e base di basso e batteria.

OVVIAMENTE, il pezzo era già iniziato quando l'ho beccato.

OVVIAMENTE, l'inutile DJ non lo ha disannunciato alla fine.

Qualche informata anima pia sa di chi possa essere cotale meraviglia?
Un altro faticoso parto di Bostoniano | Permalink | 23:32 | commenti
musica
 

Zzzzzzzz...

Ore 15.45

Lei: Ci facciamo una pennica?

Lui: Come no? Qualche minuto orizzontali lo vedo bene.

Ore 18.00: si alzano

Poi uno dice che non gli capita mai niente degno di essere riportato sul blog...
Un altro faticoso parto di Bostoniano | Permalink | 23:11 | commenti (4)
bostonians household
 

$oldi, $oldi, $oldi!!!

Ah, ma che begli strumentini statistici che si trovano sul web!

Facendo tutto un giro strano che passa per il blog di Daniele Luttazzi, mi accorgo che è possibile vedere quanti blog linkano il tuo andando sulla pagina di ricerca di Technocrati e immettendo l'URL del tuo blog come stringa di ricerca. Ci avevo provato tempo fa, ottenendo un risultato che mi aveva lasciato un po' interdetto. Ci ho riprovato oggi e ho scoperto di essere linkato da BEN 9 blog (capperi...) Son soddisfazioni grosse!

Ma la cosa più sorprendente è che qualcuno si è dato pena di scrivere un algoritmo per calcolare il valore dei blog! Secondo questo genio della finanza, oggi questa modesta paginetta fatta a tempo perso per non disimparare del tutto l'italiano vale la bellezza di 5.080 dollari. Mi vengono una serie di considerazioni filosofiche da dire, ma sarà meglio che me ne vada in bagno. Che è un altro modo di esprimere dette considerazioni filosofiche...
Un altro faticoso parto di Bostoniano | Permalink | 00:22 | commenti (4)
varie, demenzialitĂ 




READ CAREFULLY. By displaying this blog in a browser or looking at its content in any way or form, including, but not limited to, printouts or snippets published elsewhere, you agree, on behalf of your employer, to release me from all obligations and waivers arising from any and all NON-NEGOTIATED agreements, licenses, terms-of-service, shrinkwrap, clickwrap, browsewrap, confidentiality, non-disclosure, non-compete and acceptable use policies ("BOGUS AGREEMENTS") that I have entered into with your employer, its partners, licensors, agents and assigns, in perpetuity, without prejudice to my ongoing rights and privileges. You further represent that you have the authority to release me from any BOGUS AGREEMENTS on behalf of your employer.