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giovedì, 30 novembre 2006
Vi rimando a uno spettacolare post che ho trovato in un blog e riportante una furbissima invenzione del 1938.
Traduzione alla carlona del trafiletto di giornale, a beneficio di chi non mastica l'inglese:
Allarme antincendio intrappola gli spiritosi
Un nuovo tipo di allarme antincendio può prevenire i falsi allarmi lanciati per divertimento da persone di dubbio spirito. Per azionare il dispositivo è necessario che la persona che lancia l'allarme introduca il braccio in uno speciale scomparto per raggiungere il pulsante di allarme. Quando il pulsante viene azionato, blocca la mano di chi lo ha premuto nello scomparto fino al sopraggiungere dei pompieri o della polizia, che apriranno il dispositivo tramite una chiave.
Pensate che scherzone spiritosissimo! Uno va lì a dare l'allarme perché c'è davvero un incendio e NON PUO' PIU' SCAPPARE, ha ha ha!!! Così impara a farsi i fatti suoi!
mercoledì, 29 novembre 2006
Chissà com'è stato per quelli per cui è già stato (gli altri non possono chiaramente saperlo), per noi è stato così. Stamattina, alzati assai di buon'ora, ci siamo diretti alla volta dello studio ecografico dove avevamo appuntamento per l'esame morfologico della diciottesima settimana di gravidanza.
Come di consueto, Bostoniana deve scoprire la pancia e sdraiarsi su un letto che sembra uscito dal film dello scienziato pazzo che sta confezionandosi un golem personale. Entra il medico (lo scienziato pazzo di cui sopra), le shpalma la pancia con del gel di natura ignota e inizia a piazzarle su vari punti della pancia un coso che pare un Epilady con un cavo che finisce in un computer. Lo schermo visualizza un'area che pare la traccia di un tergicristallo capovolta nella quale si aggira un fantasmino bianco: è, abbastanza inequivocabilmente, il nascituro.
Il medico annuisce tranquillizzante, bofonchia fra sé e sé, prende misure (o così dice di fare), titilla rotelle e cursori ottenendo macabre visualizzazioni di femori, crani, cuori pulsanti e spine dorsali, dopodiché il momento fatidico:
"Volete sapere il sesso?"
Apro una parente. Io non volevo, avrei preferito il sorpresone, ma Bostoniana voleva saperlo. Dopodiché lo avrebbe saputo tutta la sua praticamente interminabile famiglia. Posso sopportare molte cose, ma non l'idea di essere l'unico cretino che non sa una cosa del genere, quindi ho ceduto. Ho lasciato che fosse lei a rispondere: "Sì".
A questo punto, i ricordi sfumano. L'intera operazione dura forse una frazione di secondo. Il medico si gira nuovamente verso lo schermo con una mano sulla consolle e l'altra sull'Epilady, muove, regola, spìpiola, azzecca, girella. Sullo schermo compaiono macchie a metà fra un test di Rorschach e la pezzatura della mucca Carolina. Quindi, il medico si rigira verso di noi e, con una sicumera che non so più come rendere, sentenzia lapidario: "È un maschio".
Ed è così che abbiamo scoperto di aspettare Davide. Con buona pace di Cecilia, che mi sarebbe piaciuto conoscere, siamo contenti così.
martedì, 28 novembre 2006
Pasticciando nel blog di Luttazzi, mi accorgo che c'è un link chiamato "Blogs that link here". Mi vado a impicciare e scopro che porta alla pagina di Technocrati. Basta inserire l'URL di un blog come stringa di ricerca e quello restituisce tutti i blog che linkano quello cercato.
Tanto per farmi 4 risate - mia mamma non ha un blog, quindi non ho speranza di essere linkato neanche da lei - immetto bostoniano.splinder.com. Sorpresa delle sorprese, UN sito mi linka. Ed è questo.
Sarò sincero: non so cosa pensare!
giovedì, 23 novembre 2006
A grande richiesta, abbiamo deciso di inaugurare la pagina del cinema. Un appuntamento imperdibile che, essendo gli aggiornamenti al blog già scarsi e irregolari, potete scommetterci che non troverete più. E il nostro film è nientepopodimeno che il fenomeno cinematografico dell'anno: Borat - sottotitolo locale: cultural learnings of America for the benefit of glorious nation of Kazakistan.
Siamo andati a vederlo con Bostoniana una poco ispirata domenica pomeriggio, sperando che ci tirasse un po' su. Verdetto? Bah... Ma andiamo con ordine.
La trama: il più famoso anchor man della TV kazaka viene spedito negli USA per fare un reportage su come si vive nella nazione più avanzata del mondo. Arrivato a New York assieme al produttore del programma (un grassone peloso quasi oltre il reale), trascorre qui alcuni giorni fra interviste e tentativi di sperimentare in prima persona fatti e abitudini americani. Una notte, la TV trasmette repliche di Baywatch. Vedere Pamela Anderson e innamorarsene è un tutt'uno. Da qui, il film diventa un road movie, con lui che convince il produttore ad andare verso la California perché l'America non è solo New York, la città del domani è Los Angeles eccetera eccetera. Mi fermo qui con la trama, casomai lo vogliate andare a vedere.
Cosa rende speciale il film: a quanto dichiarano, non c'è nulla di preparato. L'attore principale, Sacha Baron Cohen - qui noto per il programma "Da Ali G Show" - gira e cerca di interagire con persone che, se va bene, sanno che è un giornalista kazako. Se va male, pensano che sia un pazzo e lo mandano a quel paese (il newyorkese medio non è noto per la sua pazienza). Il tutto è condito da battute sulla minoranza biologica della donna, antisemitismo, antizingarismo e apprezzamenti per le cose americane che imbarazzano di più gli americani (memorabile la frase "We support your war of terror").
Cosa è piaciuto qui: è evidente che il film è pensato per gli americani. Da una parte, la satira è rivolta verso certe idiosincrasie degli USA post 11 settembre e non solo che una buona metà degli statunitensi non sopporta e gradisce vedere messe alla berlina: certezza di essere la nazione più tutto del pianeta, paranoia verso lo straniero, ragionamenti per stereotipi, misoginia, razzismo che cova, coatteria. Dall'altra, è carico di topoi umoristici che solleticano le corde di quelli privi della sottigliezza necessaria ad apprezzare quanto sopra: culi all'aria, un uomo nudo grasso e peloso a cui non si vede neanche il pisello tanto la pancia deborda, cacca e, soprattutto, le battute indelicate su ebrei, zingari, donne, stranieri e handicappati che a tanti piacerebbe fare ma non fanno per una questione di political correctness.
E a noi piace? Boh! Ho trovato l'attore bravissimo, dotato di una grande carica espressiva, sicuramente intelligente (diceva Petrolini: per fare gli scemi così bisogna essere parecchio intelligenti). Però, sarò sincero: Bostoniana e io non torneremmo a vederlo e, anche se sicuramente diventerà un cult, non riusciremo a capire perché. Mi sa che questa è l'ennesima dimostrazione che continuiamo a sentirci più osservatori che residenti di questo posto strano dove siamo finiti.
Ringraziamento. Bella storia. La festa da passare coi parenti, ma i tuoi sono oltreoceano. Il tempo si è messo al grigio stabile, umidiccio e sui 3 gradi.
Bostoniana aveva annunciato che stamattina se ne sarebbe stata a letto a fissare il soffitto. È stata solo parzialmente di parola: è a letto ma non sta fissando proprio niente, crollata come un gatto sul videoregistratore caldo.
Io avevo promesso a me stesso che stamattina avrei cercato di scrivere il compito per il corso: mettendomi nei panni del responsabile gestione catastrofi di un'azienda a cui il dipartimento ambiente ha appena comunicato di aver trovato 200 barili di materiale tossico seppellito illegalmente nei pressi della sede di una sua consociata, devo redigere un agile comunicato stampa di 400 parole per salvarci il deretano con la popolazione locale, che già non ci ritiene degli stinchi di santo. Ho quasi finito, ma mi sto scornando da quasi un'ora con una parola che non ricordo e con pochissima voglia di aprire un dizionario dei sinonimi. Se i miei blogger preferiti scrivessero un po' più attivamente, oggi non avrei speranze.
E quindi, in parallelo ho deciso di tentare uno dei miei esperimenti: ieri al supermercato avevo trovato un pomelo. Dicasi "pomelo" un frutto grosso circa il doppio di un pompelmo, altrettanto amaro, con il bianco della buccia spesso tre-quattro centimetri (vedere l'esempio nella foto sotto e confrontarne le dimensioni con la capa della signorina). Fondamentalmente inutile. L'ho tagliato a fettine sottili, buccia compresa, e l'ho messo in pentola con una cifra di zucchero, un sospetto di marsala e di acqua per tenerlo umido (non caccia sugo neanche sotto la pressa) e una spolveratina di cardamomo, noce moscata e chiodo di garofano. Nei miei folli sogni di bambino, dovrebbe uscirne una meravigliosa composta dolce-amara da mangiare con il formaggio, magari la tortina di brie che devo fare stasera. Però sobolle da due ore e non sembra intenzionato a cedere...
Aggiornamento: la composta è pronta, ne ho assaggiata un po' con il Brie: mmmmh!
E noi si protesta. Contro i protestanti, sì. Noi snobbiamo le tradizioni del paese che ci ospita e domani, raccolti un manipolo (2 o 3) composto dall'amica musichologa (l'acca va aspirata in modo evidente durante la lettura della parola "musichologa", pensate a Catullo: "Chommoda dicebat, si quando Commoda vellet dicere"), dal suo fidanzato musicologo canadese e, si spera, dall'amica linguista computazionale (sòccia), ci faremo la Cena degli Anatacchinici, sissignore! Per il secondo anno consecutivo, ringraziamo senza tacchino! Per i vegetariani: spiacente, perdo l'occasione di guadagnare punti ai vostri occhi confessando che il menu prevede carne. E in particolare:
- in coproduzione con l'amica musichologa, che farà le tagliatelle fatte in casa, prepareremo un ragù alla bolognese spettacolare
- di secondo, ho trovato una tortina di pasta non so che con dentro una formina di Brie da infornare. Dev'essere peccaminosa
- in accompagnamento alla tortina peccaminosa, farò un esperimento: broccolo romano stufato con un po' di salsiccia, il tutto a farcire pasta da pizza per fare una sorta di calzone
- infine, l'amica musichologa ha promesso una tarte tatin filologica
Visto che le feste promettono di essere una lunga teoria di banchetti fino a domenica compresa, mi sa che da lunedì si parte di dieta!
Ah, visto che ci sono: grazie degli auguri, Gattomammo'!
venerdì, 17 novembre 2006
Beh, visto che ti saresti iscritto a un corso di comunicazione efficace, primo consiglio: usa meno frasi fra parentesi, Bostonia'
Sai, ti è rimasto quel fondo di insoddisfazione. Quella sensazione leggera, pigra, che se ne sta là in fondo e non vuole diventare un impulso intero, ma quasi. Che di dice che "qui ci starebbe bene qualcos'altro"...
La soluzione di stasera:
- verifica che il fondo di Cortese avanzato da venerdì scorso non sia finito (non lo è: ma vieni!)
- infila un imbuto nella bottiglia del Cortese e versaci un cucchiaino di zucchero
- frega a Bostoniana quel succo di ribes nero 100% senza zucchero, tanto ha detto che le fa schifo
- tappa la bottiglia col pollice e shakera con decisione
- versa nel calice
Avrai ottenuto la cosa più simile a un Kir che tu possa fare se ti manca la vera Crème de cassis, il vero Aligoté e non ti trovi nella vera Borgogna. Salute!
Il corso per il quale il mio megadirettore galattico mi fece quello scherzetto al momento dell'approvazione sta per partire, oggi sono andato a comperare il libro di testo del primo blocco. Li mortacci loro (pardon the french), un libellino da centottanta pagine in formato neanche-un-A4-piegato-in-due se lo fanno pagare quarantasette dollari... Vabbè, tacciamo del corso (anche perché me lo paga l'azienda, se i voti vanno bene). E meglio se il libello è piccolo, visto che per martedì devo averlo letto tutto.
Di che si tratta? Di un corso di management di quelli che fa un sacco figo dire che uno fa, anche se non è un vero MBA (e te credo: tutti quelli che conosco che ne stanno facendo uno stanno piangendo lacrime amare e studiando 18 ore al giorno tutti i giorni!)
È tenuto dal Babson College ed equivale a sei mesi del loro programma biennale di MBA (solo che io faccio i sei mesi in due anni). Primo corso: "Effective Business Communication", bella lì. Quasi quasi mi viene da cambiare accento e da mettere gli articoli davanti ai nomi propri. Spero che mi venga davvero la loquela convincente, così poi vado dal megadirettore a ridiscutere lo stipendio (sperando che non abbia fatto un corso analogo)
giovedì, 09 novembre 2006
È finita, ora il mondo è bello. Tutto sarà rosa. Tutto tornerà magicamente a posto. Con il megasuppostone che Giorgio "Dubya" Siepe si è visto somministrare fra l'altro ieri e ieri, il puzzle si ricomporrà da solo. Il mondo torna in pace. Niente più terrorismo. La povertà sconfitta. L'ambiente è salvo. Tutte le leggi-immondizia relativamente a tortura, sfruttamento delle risorse ambientali, ribassi delle tasse ai ricchi, tagli al welfare, inasprimento delle misure sull'immigrazione e limitazioni alla libertà di circolazione delle informazioni a beneficio dei detentori della proprietà intellettuale stanno per essere cancellate, quasi spazzate via da un vento impetuoso.
D'altronde non è successo così anche in Italia?
OK, qualunquismo mode: off. Ironia da quattro soldi mode: off. Scherzi a parte: molto, molto, molto meglio che sia andata così
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